Ottanta esuberi: tanti se ne prospettano alla Colussi secondo una nota unitaria di Cgil, Cisl e Uil che segue l’incontro in Confindustria tra sindacati e azienda e quello di lunedì tra rappresentanti dei sindacati e lavoratori. «L’attuale situazione della Colussi Group – è detto nella nota -, desta molte preoccupazioni tra i lavoratori, poiché si sta verificando un forte calo degli ordinativi e quindi una riduzione importante di turni di lavoro». I sindacati parlano poi parlano di «mancanza di strategie industriali mirate ed altre improduttive del passato come quella del trasferimento degli uffici marketing e commerciali a Milano».
Tagli In questo quadro «l’unico piano industriale che verrebbe messo in campo dall’azienda – aggiungono – è fatto di soli tagli al personale». Gli esuberi, secondo quanto riferiscono Cgil, Cisl, Uil e la Rsu dello stabilimento di Petrignano, verrebbero gestiti attraverso la mobilità, la cassa integrazione ordinaria o il contratto di solidarietà «che ad oggi è la soluzione tampone proposta dall’azienda per superare tale difficoltà produttiva». I lavoratori nel corso delle assemblee hanno chiesto ai sindacati la valutazione di tutti i lavori e mansioni oggi appaltati a ditte esterne e che prima erano fatti dai dipendenti Colussi, così da essere reinternalizzati e che, in caso di ricorso alla cassa integrazione, ci sia un’equa ridistribuzione delle ore in esubero fra tutti i lavoratori senza penalizzarne solo alcuni di loro.
GRIFO LATTE, RIOMMI: «A BREVE UN TAVOLO»
Pagano i lavoratori «I lavoratori – commentano le tre sigle sindacali – pagheranno ancora una volta un conto salatissimo e sono disponibili a sacrifici solo se gli stessi serviranno a riportare volumi all’interno dello stabilimento di Petrignano. Lo stesso deve tornare ad essere la locomotiva del gruppo così come lo è stato nell’ultimo ventennio. Se l’azienda non sarà disposta a discutere nel merito all’utilizzo degli ammortizzatori sociali, così com’è in tutte le realtà dove il sindacato ha firmato accordi simili, chiameremo i lavoratori ad iniziative di mobilitazione». Un incontro ulteriore ad Angelo Colussi, «per sensibilizzare ancora di più l’imprenditore», è stato chiesto ma il patron avrebbe declinato.

Un grazie sincero ai dirigenti, che non hanno nessun piano per risollevare le sorti di una grande azienda ormai in declino. Grazie anche al buco di milioni di euro, causato da un dirigente di una nota ditta concorrente. Grazie anche alla mancata creatività nel campo delle promozioni e del marketing (l’avete mai vista in tv una pubblicità Colussi??).
Si preferisce mandare a casa dei dipendenti, piuttosto che studiare alternative valide. Oggi sono 78 esuberi. A gennaio? Il calo produttivo continuerà via via fino a chiudere del tutto la fabbrica. Caro mr. Colussi, é questo quello che vuole davvero? Vuole mandare a casa 500 dipendenti che hanno mutui da pagare, bambini piccoli, disabili in famiglia, bollette e scadenze??? Lei ragiona fin troppo bene, ha il culo al caldo e coperto di milioni di euro…ma quei poveracci dei suoi dipendenti a che santo devono raccomandarsi?????