«Dopo lo sciopero generale del 15 novembre non sono arrivate le risposte che attendevamo, per questo la mobilitazione continuerà con il coinvolgimento più ampio possibile della società civile, dell’associazionismo, del mondo cattolico, della cultura e della cooperazione». Cgil, Cisl e Uil dell’Umbria, nel corso di una conferenza stampa che si è tenuta martedì mattina a Perugia, hanno rilanciato anche in Umbria, nel quadro di una mobilitazione nazionale, una serie di iniziative per rimettere al centro il lavoro e chiedere interventi immediati sia al Governo, all’interno della legge di stabilità su fisco, politiche industriali e politiche attive del lavoro, sia a livello locale, su temi fondamentali quali welfare e non autosufficienza. Sabato 14 così i tre sindacati confederali promuoveranno due iniziative: a Perugia (ore 9.30, palazzo Cesaroni) e a Terni (ore 15.30, presso la Cassa Edile), «per avviare un percorso di rilancio della rete sociale e della solidarietà intorno al valore lavoro» e per richiamare l’attenzione sui temi fondamentali «che, con difficoltà, stiamo tentando di rimettere al centro del dibattito pubblico».
Mobilitazione Per lanciare l’iniziativa Cgil, Cisl e Uil promuoveranno anche un volantinaggio diffuso, che comincerà giovedì davanti all’Ipercoop di Perugia, con la partecipazione in prima persona, dalle 11 alle 13, dei tre segretari generali regionali. «La mobilitazione del sindacato continuerà finché non arriveranno risposte che sono ormai ineludibili – hanno sottolineato – il Governo e le associazione delle imprese non possono continuare a svolgere un ruolo di mero accompagnamento della crisi. Quello che è alle porte è il Natale più duro degli ultimi sei anni, con tantissimi giovani che ormai hanno perso addirittura la speranza di trovare lavoro e con i pensionati che vedono ridursi progressivamente il proprio potere d’acquisto. L’Umbria delle 160 vertenze, con nodi fondamentali da sciogliere quali quelli dell’Ast, del polo chimico e della fascia appenninica, non può ulteriormente aspettare un’inversione di tendenza che ponga fine alla politica del solo rigore che si è dimostrata totalmente fallimentare. Quello che serve – hanno concluso – è costruire, a partire dall’unità del sindacato confederale, un’alleanza per il lavoro che restituisca dignità, reddito e futuro alle migliaia di famiglie umbre che oggi sono oppresse dalla crisi».
Cassa integrazione Crisi testimoniata anche dai numeri relativi alla cassa integrazione pubblicati martedì dall’Inps. In Umbria, secondo l’Istituto, a novembre sono state autorizzate due milioni di ore (per la precisione 2.008.755) contro le 1,8 dello steso mese di un anno fa. Anche a livello nazionale si registra un aumento dell’1,7% (108,3 milioni le ore autorizzate), imputabile secondo l’Inps «agli aumenti degli interventi di cassa integrazione straordinaria e in deroga».
