di Chia.Fa.
Un serpentone di autocisterne ha paralizzato il traffico cittadino per circa due ore. I venti mezzi pesanti del Consorzio degli autotrasportatori hanno sfilato lungo le principali vie di Spoleto, entrando anche nella centralissima piazza Garibaldi. Inizia così la quarta giornata di sciopero dei camionisti, che da lunedì sera hanno decretato il blocco dei mezzi rifiutandosi di consegnare il cemento prodotto dal locale stabilimento della Cementir.
Niente da fare Dopo tre ore di trattativa però anche la giornata di venerdì, la quarta dall’inizio del blocco mezzi, si è conclusa con un nulla di fatto per i 70 autotrasportatori del Consorzio spoletino. Alle 15 del pomeriggio il primo cittadino Daniele Benedetti, l’assessore provinciale ai trasporti Luciano Della Vecchia, la Confartigianato con Stelvio Gauzzi e Marco Barberini e il presidente del Consorzio Eugenio Cernigliaro sono tornati a sedersi al tavolo nel tentativo di sbloccare la protesta e trovare un accordo sull’aumento delle tariffe chiesto a gran voce dagli autotrasportatori spoletini. Tre ore di tavolo che, però, non hanno fornito alcuna risposta ai lavoratori. «Non si può neanche dire che sia stata una trattativa – spiega Eugenio Cernigliaro – noi abbiamo formulato la proposta, ma la proprietà (rappresentata dall’ingegnere Giuseppe Troiani, ndr) non ha messo niente sul tavolo, limitandosi a fissare un incontro a Roma per domani (venerdì 20/01/2012, ndr) alle 14». Appuntamento a cui molti non vorrebbero partecipare, preferendo riaprire la trattativa sul territorio, tuttavia sarà l’assemblea dei lavoratori a decidere se partecipare o mancare alla convocazione. La tensione, comunque, continua a salire.
Traffico paralizzato per due ore Intanto giovedì, scortati dalle volanti della polizia municipale, il serpentone di tir lumaca è partito pochi minuti prima delle dieci dal piazzale del sito industriale di San Martino in Trignano per spuntare quaranta minuti dopo nel centro cittadino. Da via Flaminia vecchia hanno svoltato per viale Trento e Trieste, sfilando davanti alla stazione ferroviera per poi risalire in direzione piazza Garibaldi. Qui le autocisterne sono entrate e uscite una ad una passando sotto gli archi, dopodiché si sono diretti in via Nursina per tornare allo stabilimento. Due ore, tanto hanno impiegato a completare il percorso, durante le quali il traffico è stato pressoché paralizzato.
«Cementir: vogliamo solo sopravvivere» Ogni mezzo esponeva un cartello con un messaggio indirizzato alla proprietà, ma anche a tutta la città che ha dimostrato nei quattro giorni di protesta una particolare sensibilità alla causa degli autotrasportatori. Un messaggio chiaro e inequivocabile che sintetizza la posizione dei lavoratori davanti al rifiuto della Cementir di aumentare le tariffe dei viaggi del 10%.
Trattative in corso Mentre buona parte degli autotrasportatori sfilavano lungo le vie della città e i restanti sorvegliavano il piazzale dello stabilimento, giungeva la notizia di un ritorno in città, il secondo in due giorni, dell’ingegnere Giuseppe Troiani, il dirigente Cementir con cui gli autotrasportatori trattano da circa un anno l’aumento delle tariffe. «Stiamo aspettando conferma ufficiale – spiega Eugenio Cernigliaro, presidente del Consorzio – appena ci confermano la disponibilità a riaprire ufficialmente il tavolo interrompiamo il blocco mezzi, carichiamo e partiamo». Tutto concluso? No, niente affatto. «Ma se la trattativa riprende e la loro proposta sarà di nuovo inadeguata, la protesta riprenderà già stanotte». Invece, a sera, la doccia gelata.

