Il risiko intorno alla Banca Popolare di Spoleto arriva nel Consiglio comunale della città dei Due Mondi. A parlare è stato il sindaco della città Benedetti, sostenendo come la banca sia «una risorsa per tutta la regione» e l’Amministrazione comunale spoletina «avverte tutta la responsabilità del momento, seguendo con molta attenzione l’evolversi della situazione insieme alle massime istituzioni umbre».
Benedetti: banca del territorio Dopo aver ricordato che l’istituto di credito venne fondato nel 1895 «da professionisti, imprenditori, economisti e cittadini di diversi ceti sociali con lo scopo di raccogliere il capitale dei cittadini a vantaggio della collettività e del territorio» il primo cittadino Benedetti ha sottolineato come la Bps «che oggi conta 104 filiali, di cui 72 in Umbria, 31 nelle regioni del centro Italia ed 1 in Lombardia» non è «mai venuta meno alla sua mission», ossia quella di essere una banca attenta al territorio. «Dopo le trasformazioni che hanno interessato gli istituti bancari umbri, non vi è dubbio che la Banca Popolare di Spoleto rappresenti attualmente l’unica vera banca territoriale dell’Umbria che vede Spoleto come polo di primaria importanza del credito regionale – ha detto il sindaco -. Tutto ciò senza trascurare l’importanza che l’istituto riveste sul fronte dell’occupazione con i suoi 750 dipendenti al 31 dicembre 2010».
Fiducia in Bankitalia «A nostro avviso – ha affermato – la situazione è molto preoccupante anche per le tante voci che si rincorrono, spesso alimentate da parti contrapposte. In questa delicata fase occorre invece essere uniti e attendere con fiducia l’esito dell’operato di Banca d’Italia quale garante del sistema creditizio italiano, l’unico soggetto deputato a vigilare sull’attività degli istituti bancari, chiamato a tutelare gli interessi degli azionisti, dei risparmiatori e delle economie locali nel loro rapporto con il credito. Ciò che da parte nostra, chiediamo con decisione, è che la soluzione da individuare tenga conto di esigenze precise: difendere i posti di lavoro e i tanti risparmiatori che ripongono fiducia nell’istituto, tutelare gli azionisti, riconoscere, ribadire e mantenere il forte legame tra Bps e territorio umbro e non sottovalutare la funzione che la Bps esercita per lo sviluppo accanto a tante imprese, soprattutto di medie e piccole dimensioni, moltissime a carattere familiare».
I capigruppo: bene il sindaco Dichiarazioni condivise dai capigruppo consiliari che poi in una nota sottolineano che «ritenuta la realtà del suddetto istituto di credito fondamentale per l’economia del territorio, chiediamo che ogni iniziativa futura sia protesa a garanzia del mantenimento dell’autonomia della Banca Popolare di Spoleto. A tal proposito impegna il sindaco a monitorare l’evolversi della situazione e riferire sistematicamente alla conferenza dei capigruppo».
Antonini: nessuno scontro con Bankitalia Sul fronte dei rapporti con Bankitalia invece il presidente dell’istituto spoletino Antonini smentisce le notizie di uno «scontro» con l’istituto guidato dal governatore Mario Draghi, definendo le ricostruzioni di stampa «destituite di fondamento» e «fantasiose», dicendosi comunque disponibile a fare un passo indietro se lo prevederà il nuovo piano industriale. «Il problema di mie eventuali dimissioni non esiste come tale – spiega Antonini -, poiché, ove il piano di rilancio della Banca, in corso di predisposizione, prevedesse anche la sola opportunità di un ricambio al vertice, non esiterebbe un solo secondo ad abbandonare una poltrona che detiene, non nel proprio interesse ma in quello degli azionisti e della banca». Le ricostruzioni apparse in questi giorni sui giornali fanno dire ad Antonini che sarebbe in corso «un’operazione mediatica di cui non sono chiari i confini e confida, anzi, che la Banca d’Italia, prosegua nella sua positiva opera di sollecitazione al rilancio dell’attività dell’istituto, incurante, come sempre, delle singolari notizie diffuse».
Scs: non siamo stati convocati da Bankitalia Non sono stati convocati a Perugia o in qualsiasi altra sede della Banca d’Italia, i vertici della Spoleto credito e servizi, la holding che detiene il 51,25% della Banca popolare di Spoleto. A smentire la convocazione (ventilata giovedì in articoli di stampa relativi alla situazione della governance di Bps) è una nota diffusa giovedì intorno all’ora di pranzo a firma del presidente di Scs, Fausto Protasi.

