di Ivano Porfiri
Ripartire dal lavoro e dai redditi, cominciando con il detassare le tredicesima. E’ la ricetta anti-crisi portata dal segretario della Cgil, Susanna Camusso, a Perugia per partecipare alla festa provinciale del sindacato e alla festa nazionale del Partito socialista.
Risposte qui ed ora «Noi continuiamo a chiedere al governo delle risposte che siano qui e ora per il paese – ha esordito Camusso -. Il governo stesso riconosce di aver fatto scelte che hanno portato ad un approfondimento ulteriore della recessione, ma la domanda è: quando usciamo dalla recessione? E come si esce dalla recessione se non si ridà fiato alle retribuzioni dei lavoratori e dei pensionati, in particolare su un piano fiscale, perché si riprendano i consumi? Questa è la domanda a cui bisogna rispondere».
Detassare le tredicesime Per il segretario della Cgil, «c’è una modalità che abbiamo individuato che è quella della detassazione delle tredicesime, anche perché – ha spiegato – in questo modo si possono utilizzare i proventi dell’evasione: sarebbe un bel segnale di fiducia per dire che usciamo dalla crisi, non che ci limitiamo a constatare che c’è».
Risposta alla Fornero A chi le ha chiesti di commentare le parole del ministro Elsa Fornero, che per ripartire con la crescita ha invitato a ripartire dall’accordo del 28 giugno tra imprese e sindacati, Camusso ha replicato: «Noi gli accordi normalmente li applichiamo, li facciamo al fine di applicarli. La mia non è una risposta al ministro – ha chiarito – noi
vorremmo delle risposte dal governo».
Umbria specchio del paese «L’Umbria è una regione piccola che ha un tessuto industriale che è stato fondamentale nella storia industriale del nostro paese in molti settori, non solo in quelli più noti come la siderurgia: l’alimentare e tanti altri», secondo Camusso, secondo cui «anche questa regione è specchio del tema del paese, di un tessuto produttivo andato in crisi, di un tessuto produttivo che non si può considerare decotto come sento dire ogni tanto: le crisi che abbiamo derivano dai problemi strutturali del paese, dal costo dell’energia, da un credito che si è bloccato, dal blocco dei consumi. Prima di biuttare via questo apparato produttivo bisogna dirci che paese vogliano. Noi pensiamo che un paese senza manufatturiero è condannato a non uscire dalla crisi».
Monti bis? Si candidi A proposito dell’ipotesi di un «Monti-bis» nel 2013, «decideranno gli elettori», secondo il segretario generale della Cgil. «Mi pare – ha aggiunto – che questo sia un Paese che ha bisogno di avere una normalità democratica, va alle elezioni e quelli che si candidano riceveranno o meno un consenso dagli elettori».

