di Daniele Bovi
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Dopo il commissariamento, Bankitalia dice no anche all’aumento di capitale. Con un comunicato emesso nel tardo pomeriggio di giovedì infatti i tre commissari straordinari della Banca popolare di Spoleto hanno stoppato le modiche allo statuto varate da palazzo Pianciani nella scorsa estate tra le quali figurava anche l’aumento di capitale. Nel comunicato si spiega che il 15 febbraio scorso, palazzo Koch ha comunicato che «le risultanze dei recenti accertamenti ispettivi» condotti presso la banca spoletina, costituiscono «motivi ostativi al rilascio dell’autorizzazione ex articolo 56 Tub (il Testo unico bancario, ndr) relativa alle variazioni statutarie riguardanti l’operazione di rafforzamento patrimoniale, deliberate dall’assemblea dei soci il 10 agosto 2012». Articolo 56 del Testo unico bancario che stabilisce che Bankitalia «accerta che le modificazioni degli statuti delle banche non contrastino con una sana e prudente gestione».
IRREGOLARITA’ E PERDITE, LE MOTIVAZIONI DEL COMMISSARIAMENTO
Aumento da 30 milioni In più i commissari hanno reso noto che invece «le altre variazioni statutarie prospettate, relative ad adeguamenti a prescrizioni normative o facoltà consentite dall’ordinamento, non contrastano con la sana e prudente gestione della banca». Al contrario, riferendosi alle altre modifiche comunicate al mercato il 18 settembre scorso, «la Banca d’Italia in merito al procedimento di rilascio dell’autorizzazione ex articolo 56 Tub, fa riserva di successive comunicazioni». Con quanto stabilito il 10 agosto scorso, l’assemblea dava al Cda una delega per un aumento di capitale fino a un massimo di 30 milioni e per l’emissione di obbligazioni convertibili fino a un massimo di 70 milioni, oltre ad alcune variazioni statutarie e all’eliminazione dell’indicazione del valore nominale delle azioni della banca.
I TIMORI DEI LAVORATORI: NO TAGLI AL PERSONALE
Bond da restituire Per i tre commissari il lavoro è lungo e si intreccia anche alle questioni sollevate dall’inchiesta della procura di Spoleto scoppiata nei mesi scorsi e a quelle relative al compratore da trovare. Sul piatto rimane l’offerta della Clitumnus di Carbonetti che insieme a Carlo Colaiacovo e a un altro gruppo di imprenditori (umbri e non) ha messo sul piatto 2,1 euro ad azione. In più, come riportato giovedì da Il Sole 24 Ore, c’è il tema del rimborso delle obbligazioni. Secondo la banca dai di Bloomberg la Pop Spoleto avrebbe qualcosa come 860 milioni da restituire entro due anni.
