di Mar. Ros.
Per 18 interinali ora la possibilità che il rapporto di lavoro con l’acciaieria di Terni termini è concreto. Il calo di ordinativi che registra l’azienda del comparto siderurgico sta mettendo in discussione gli assetti impiantistici e con questi la tradizionale turnistica; quindi, a cascata, il mantenimento dei livelli occupazionali come da accordi tra sindacati e azienda.
Acciaieria Sta assumendo sempre più i contorni di una situazione emergenziale ad alto rischio quella dell’acciaieria di Terni che dalla ripresa forzata durante il lockdown, deve ancora trovare la via della piena ripresa produttiva. La marcia degli impianti prosegue a singhiozzo con fermate anche molto lunghe e se l’asticella della preoccupazione era già salita notevolmente alla comunicazione dei volumi di giugno, quella di luglio non rasserena affatto gli animi. Dal vertice con l’amministratore delegato di Ast, Massimiliano Burelli, con le organizzazioni sindacali di categoria, non è emerso solo uno scarico produttivo importante anche per il prossimo mese ma anche il rischio concreto che, per 18 lavoratori somministrati, il percorso in Acciai Speciali Terni termini definitivamente.
Ast «In data odierna – si legge in una nota inoltrata giovedì alle maestranze – si sono incontrate le organizzazioni sindacali e l’amministratore delegato di Ast per affrontare la discussione sui volumi produttivi del mese di giugno e luglio e le eventuali fermate. Si è registrato un notevole calo dei volumi produttivi e la seria messa in discussione degli assetti impiantistici. Inoltre viene certificato che l’azienda non vuole confermare 17 lavoratori somministrati ed 1 lavoratore in staff leasing confermando la strategia di indebolimento che la direzione aziendale vuole mettere in campo. Nella serata di oggi si convocherà una Rsu di gruppo straordinaria per discutere la complicata fase». Alla comunicazione è stato allegato il planning delle fermate di luglio e oltre alla riduzione dei turni al Tubificio, a balzare agli occhi è soprattutto lo stop di 31 giorni che riguarderà diversi impianti dell’area a freddo.
Thyssenkrupp Numeri che destano preoccupazione ma come spesso accade nell’universo Ast, dati che non sorprendono. Senza mezzi termini il top manager Burelli il 21 aprile scorso aveva annunciato «Quello di Ast sarà un bilancio drammatico». Nella stessa occasione aveva parlato della possibilità di una continuità produttiva straordinaria ad agosto, ma al netto di una ripresa del mercato: i segnali, purtroppo, finora, non sono incoraggianti e se già in condizioni normali certi scarichi produttivi avrebbero fatto paura, con un’indagine di mercato avviata da Thyssenkrupp per lo stabilimento sono ancora più spaventosi.
