venerdì 9 dicembre - Aggiornato alle 16:36

Emergenza Coronavirus e fase 2, Burelli: «Quello di Ast sarà un bilancio drammatico»

Parla il Ceo di Thyssenkrupp Italia: «Crollo dell’automotive tra -30 e -50%, in caso di ripresa non faremo nessuna fermata ad agosto»

 

di M. R.

«Sarà un’annata difficilissima, il prossimo bilancio Ast sarà probabilmente drammatico». Questo lo scenario che prevede l’ad di Acciai speciali Terni Massimiliano Burelli, a circa due settimane dal non semplice riavvio delle attività produttive del colosso siderurgico nei siti di viale Brin, Maratta e Sabbione. L’ingegnere ha avuto modo di parlarne nel corso di una videoconferenza promossa dalla redazione del portale specializzato Siderweb e seguita da più di 200 persone. Ipotizzando una certa curva di ripresa, Burelli ha messo anche sul piatto l’ipotesi di una continuità produttiva per tutta l’estate. Diversamente dal solito cioè, Ast potrebbe produrre anche durante tutto il mese di agosto. Per il mese di aprile intanto, la produzione dell’azienda ternana di casa madre Thyssenkrupp non va oltre il 55% della capacità totale.

Ast Nonostante tutte le difficoltà del caso, le pressioni di lavoratori e sindacati, il boom di certificati di malattia e ispezioni varie, Ast è riuscita a ripartire il 6 aprile scorso: «Ci ha aiutato quanto effettuato nel 2017, quando facemmo un esercizio complesso di business continuity che coprisse la produzione e altre lacune come forniture e sicurezza, il piano studiato allora – rivela Burelli – ricomprendeva anche l’ipotesi pandemia. Non a caso, prima ancora che venissero disposte dall’alto le misure di contenimento del virus, all’interno dei luoghi di lavoro, Ast ha chiuso la mensa e adottato tantissime altre misure fondamentali. Oggi siamo arrivati a modifiche sostanziali delle abitudini, penso al cellophane attorno alle tastiere, la sostituzione dei telefoni con apparecchi vivavoce, l’apertura dei tornelli all’ingresso o il plexiglass a separare le postazioni di lavoro. La salute dei dipendenti – ribadisce l’ad – è la nostra priorità assoluta. Al netto di uno studio condotto nel nostro Paese – ha aggiunto – non esistono focolai Covid nelle fabbriche o nelle aziende in generale, piuttosto ci sono in ospedali e Rsa, quindi i luoghi di lavoro non sono necessariamente più pericolosi di altri per il contagio».

Burelli A pesare più di tutto sui bilanci dell’acciaieria, come purtroppo potrebbe avvenire per diverse altre aziende del territorio, è il crollo del mercato e della produzione di auto: «La stima è di una perdita che oscilla tra il 30 e il 50% – afferma Burelli -, le conseguenze potrebbero essere attenuate giusto da misure straordinarie da parte del governo». Da parte sua l’azienda, facendo leva sul cosiddetto miglioramento continuo, tenterà una riduzione dei costi. Tuttavia la riflessione del Ceo di Thyssenkrupp Italia va oltre: nel mondo che seguirà, l’ad di Ast prevede un processo di deglobalizzazione e uno stop del cosiddetto ‘turismo siderurgico’, ovvero l’abbandono dell’utilizzo dell’acciaio italiano per produzioni estere e viceversa: «Non è più pensabile essere dipendenti dai prodotti di altri continenti. Non è pensabile – ha aggiunto – lasciare ad esempio fuori dall’Europa produzioni come mascherine e ventilatori polmonari». Il dopo virus insomma potrebbe vedere una sorta di protezionismo: «Sta partendo la campagna per invitare le persone a comprare italiano; inserirei – dice Burelli – tra i prodotti di qualità italiani anche l’acciaio inox».

Acciaio Come già avvenuto diversi mesi fa, incalzato stavolta dal coordinatore della webinar, Burelli è tornato a parlare della disparità tra Paesi europei nella gestione dell’emergenza. In particolar modo l’ad di Ast ha fatto riferimento ai competitor Aperam, Outokoumpu e Acerinox che rispetto all’acciaieria di Terni hanno registrato fermate ridotte o non hanno subito alcuno stop. «Noi – ha ricordato –  nel rispetto del lockdown abbiamo chiuso come da decreto». Poi Ast ha riavviato gli impianti col nulla osta del prefetto di Terni: «Dall’Europa – ha detto il numero uno di viale Brin – mi aspetto un approccio olistico. Ci si sarebbe dovuti fermare tutti per lo stesso periodo e nello stesso periodo per evitare furto di clienti».  In questo senso, abche in virtù di un’ipotizzata deglobalizzazione, Burelli è stato chiamato a pronunciarsi sulla possibilità di una regionalizzazione senza frontiere per la competitività: «Dovremmo giocare tutti ad armi pari e poi – insiste – l’Europa dovrebbe essere in grado di dare risposte efficaci velocemente». Il riferimento è soprattutto alle misure antidumping.

Siderweb L’incontro virtuale di martedì mattina ‘Gli ostacoli sulla via della ripresa. I conti delle aziende e le sfide della crisi Covid 19’ ha visto anche la partecipazione di Stefano Ferrari (responsabile Ufficio Studi di siderweb), Claudio Teodori (ordinario di economia aziendale all’Università degli Studi di Brescia) e Tommaso Sandrini (amministratore delegato San Polo Lamiere e presidente Assofermet Acciai): è disponibile su Youtube.

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