di Ivano Porfiri
Il pane conviene comprarlo a Perugia, la carne a Terni. Guardando ai prezzi dei generi alimentari più diffusi emerge come il capoluogo di regione sia molto più conveniente per molti beni, ma la città dell’acciaio lo è in generale. Il Sole 24 Ore, in un’inchiesta pubblicata oggi pone i due capoluoghi di provincia umbri tra le città meno care d’Italia. Anzi, nell’interpretazione che dà il quotidiano economico della sua elaborazione sui dati dell’Osservatorio dei prezzi del ministero dello Sviluppo economico, ovvero che esiste una frattura tra Nord e Sud Italia, in questo contesto l’Umbria è nel profondo Sud.
Profondo Sud Perugia tra Palermo e Campobasso. Terni tra Caserta e Bari. Nei calcoli del Sole, prendendo un paniere standard di 20 prodotti alimentari di larghissimo consumo, le città umbre sono tra le meno care d’Italia. In una scala di 60 capoluoghi, Perugia è 53esima, Terni addirittura 57esima. Ma andiamo a fare i conti della serva, riferendoci a dati Istat sui prezzi medi (forniti dagli uffici comunali di statistica e aggiornati a novembre 2010) e moltiplichiamoli per il consumo di una famiglia preso a riferimento dall’indagine del Sole per un anno.
I conti a Perugia A Perugia il pane costa 1,67 euro al chilo (per 178 kg annui: 297,26 euro); i pomodori pelati 1,22 al chilo (per 38 kg: 46,36 euro); l’acqua minerale 0,15 al litro (per 540 lt: 81 euro); il tonno 10,08 al chilo (per 4 kg: 40, 32 euro); il riso 1,72 al chilo (per 15 kg: 25,8 euro); lo yogurt 4,4 al chilo (per 23 kg: 101,2 euro); il latte fresco 1,22 al litro (per 151: 184,22 euro); il parmigiano 16,31 (per 19 kg: 309,89 euro); il caffè tostato 9,57 al chilo (per 12 kg: 114,84 euro); i piselli surgelati: 3,19 al chilo (per 10 kg: 31,9 euro); il prosciutto cotto 20,08 al chilo (per 14 kg: 281,12 euro); l’olio extra vergine di oliva 4,95 al litro (per 38 lt: 188,1 euro); lo zucchero 0,86 al chilo (per 3 kg: 2,58 euro); la pasta di semola di grano duro 1,29 al chilo (per 75 kg: 96,75 euro); la carne di bovino adulto 17,01 al chilo (per 68 kg: 1.156,68 euro); i biscotti frollini 2,98 al chilo (per 13 kg: 38,74 euro); gli spinaci surgelati 2,27 al chilo (per 6 kg: 13,62 euro); le uova 1,47 per confezione da 6 (per 54 confezioni: 79,38 euro); il burro 6,79 al chilo (per 6 kg: 40,74 euro); il cioccolato 9,1 al chilo (per 12 kg: 109,2 euro). Facendo la somma: 3.239,7 euro annui.
I conti a Terni A Terni, invece, il pane costa 2,06 euro al chilo (per 178 kg annui: 366,68 euro); i pomodori pelati 1,42 al chilo (per 38 kg: 53,96 euro); l’acqua minerale 0,24 al litro (per 540 lt: 129,6 euro); il tonno 10,04 al chilo (per 4 kg: 40, 16 euro); il riso 2,10 al chilo (per 15 kg: 31,5 euro); lo yogurt 4,96 al chilo (per 23 kg: 114,8 euro); il latte fresco 1,19 al litro (per 151: 179,69 euro); il parmigiano 16,59 (per 19 kg: 315,21 euro); il caffè tostato 8,82 al chilo (per 12 kg: 105,84 euro); i piselli surgelati: 4,22 al chilo (per 10 kg: 42,2 euro); il prosciutto cotto 19,67 al chilo (per 14 kg: 275,38 euro); l’olio extra vergine di oliva 5,45 al litro (per 38 lt: 207,1 euro); lo zucchero 0,81 al chilo (per 3 kg: 2,43 euro); la pasta di semola di grano duro 1,41 al chilo (per 75 kg: 105,75 euro); la carne di bovino adulto 12,56 al chilo (per 68 kg: 854,08 euro); i biscotti frollini 3,49 al chilo (per 13 kg: 45,37 euro); gli spinaci surgelati 2,41 al chilo (per 6 kg: 14,46 euro); le uova 1,99 per confezione da 6 (per 54 confezioni: 107,46 euro); il burro 8,12 al chilo (per 6 kg: 48,72 euro); il cioccolato 9,1 al chilo (per 12 kg: 100,8 euro). Facendo la somma: 3.141,19 euro annui.
Il Nord è lontano Le somme sono lievemente superiori a quelle calcolate dal Sole 24 Ore, che ha evidentemente deciso di arrotondare per difetto il risultato delle moltiplicazioni, mentre a noi sembra più corretto riportarle alla virgola perché le famiglie fanno i conti al centesimo, eccome. In ogni caso, poco cambia. La somma è nettamente inferiore alla media nazionale: 3.540 euro a famiglia e lontanissima dai 4.151 euro necessari per acquistare le stesse quantità di prodotti a Rimini, la città italiana dove il cibo è più caro, seguita da Ferrara, Aosta, Treviso e Verona. In generale, i prezzi umbri sono paragonabili a quelli delle città del Sud Italia: la meno cara è Potenza con 2.926 euro annui a famiglia, seguita da Napoli (3.040) e Bari (3.107).
I dubbi Le questioni per avere dei dubbi sull’attendibilità sono diverse: in quali negozi vengono presi i prezzi? Di quale marca di prodotti? Si tiene conto delle offerte? Tutte variabili che un consumatore attento valuta prima di acquistare. In ogni caso, i dati stimolano una riflessione interessante. Umbria24.it è aperta al vostro contributo e al vostro parere. Vi rispecchiate in questi dati, su cui si basano tra l’altro i calcoli dell’inflazione? Quanto spendete voi ogni anno per la spesa di generi alimentari? Ve lo siete mai chiesto? Tra il risparmio e la qualità cosa scegliete? Anzi, cosa siete costretti a scegliere?


questi prezzi dove li hanno rilevati???I conti non tornano. il pane costa il doppio