Cresce l’occupazione agricola umbra. A dirlo e Confagricoltura Umbria che, sulla base delle ultime rilevazioni, ha stimato solo per il quarto trimestre 2010 un +2,7%, ponendosi come leader delle giornate lavorate, con oltre il 70% di rappresentatività sul territorio.
Gran parte dipendenti Peraltro il lavoro agricolo, contrariamente a quanto comunemente si pensa, fa sapere la federazione, non può essere semplicisticamente etichettato come lavoro saltuario o tantomeno precario, giacché esiste una forte componente di lavoro, la maggioranza, a tempo determinato stabile e strutturale. L’occupazione dipendente, secondo le stime di Confagricoltura Umbria, è pari a circa l’80% e rappresenta una quota importante del mercato del lavoro della nostra regione, sia in termini quantitativi che qualitativi, senza contare l’impiego importante dei quadri e dirigenti. Un dato che ovviamente si spiega anche sulla base della natura della propria base associativa, essendo costituita Confagricoltura in gran parte da imprese agricole di medie-grandi dimensioni che occupano manodopera dipendente in modo strutturale e rilevante.
Un lavoro che evolve Negli ultimi anni, rileva inoltre la federazione regionale, si è assistito ad una evoluzione delle figure professionali occupate all’interno delle aziende agricole, in corrispondenza ai mutamenti ed alle diversificazioni produttive verificatisi anche a seguito di importanti novità legislative nazionali e comunitarie. Ed infatti, accanto alle tradizionali attività di coltivazione ed allevamento, gli imprenditori agricoli hanno cominciato a dedicarsi sempre più alla ricezione ed ospitalità turistica, alla trasformazione e commercializzazione dei prodotti, ai servizi conto terzi, alla tutela del territorio, alla produzione di bioenergia , e così via. Tutte attività queste che richiedono lavoratori dipendenti sempre più qualificati. Si tratta di rilevazioni, conferma la federazione, che invitano a guardare con maggiore attenzione ai segnali positivi che arrivavano dal mondo agricolo, seppur in un momento difficile per il Paese.
Non scelta di ripiego L’agricoltura dunque ha grandi potenzialità economiche ed occupazionali, anche se le difficoltà con cui devono confrontarsi le imprese del settore restano tante e gravi. Ma l’agricoltura non è solo una scelta “di ripiego”, rispetto alla mancanza di occasioni lavorative in altri settori. Sono sempre di più i giovani che vedono nell’agricoltura uno sbocco professionale e sempre più numerosi (+20%) nel 2010 i giovani che scelgono di diventare imprenditori agricoli. A fronte di questo dato, conclude Confagricoltura Umbria, cambia anche il processo di rinnovamento del settore agricolo, che sta dando i suoi frutti. I giovani imprenditori agricoli umbri, puntualizza la federazione, sono sempre più attenti ad assumere personale qualificato e preparato perché cresce l’attenzione all’innovazione e agli strumenti per aumentare la competitività sui mercati nazionali ed internazionali.

