Sergio Mercuri

Aggiornare la fiscalità degli agenti di commercio a partire dalla prossima Legge di Bilancio, adeguando le norme ai costi effettivamente sostenuti dalla categoria. È la richiesta avanzata da Fnaarc Umbria Confcommercio che rilancia sul territorio la proposta della Federazione nazionale degli agenti e rappresentanti di commercio aderente a Confcommercio. La richiesta è contenuta in una nota dell’associazione.

Richiesta Al centro della proposta c’è la revisione della deducibilità fiscale delle autovetture, considerate il principale strumento di lavoro degli agenti di commercio. Un tema che, sottolinea Fnaarc Umbria, assume particolare rilievo anche nella regione, dove la diffusione delle imprese sul territorio e le caratteristiche della rete viaria rendono gli spostamenti quotidiani indispensabili per l’attività professionale.

Mercuri «Non chiediamo privilegi, ma regole fiscali aggiornate alla realtà», afferma il presidente di Fnaarc Umbria Confcommercio, Sergio Mercuri: «Oggi gli agenti di commercio devono affrontare costi sempre più elevati per svolgere la propria attività, mentre alcuni parametri fiscali sono ancora legati a valori stabiliti quarant’anni fa. L’automobile non è un bene accessorio, ma il principale strumento attraverso cui gli agenti incontrano clienti, sviluppano relazioni commerciali e generano opportunità per le imprese».

Dati In Italia gli agenti di commercio sono circa 230 mila. Secondo uno studio della Fondazione Enasarco, citato nella nota, la categoria contribuisce ogni anno all’intermediazione di una quota compresa tra il 20 e il 25 per cento del Prodotto interno lordo, pari a circa 500 miliardi di euro di volume d’affari.

Fiscalità Fnaarc evidenzia che il limite massimo di costo fiscalmente deducibile per l’acquisto di un’autovettura è fermo a 25.822 euro, importo derivante dalla conversione dei 50 milioni di lire fissati nel 1986. Da allora, si legge nella nota, il costo delle automobili è aumentato sensibilmente, mentre il tetto fiscale è rimasto invariato.

Costi L’associazione richiama anche l’incremento delle spese sostenute dalla categoria negli ultimi anni, dai carburanti alle assicurazioni, dalla manutenzione ai pedaggi autostradali, oltre al prezzo delle vetture nuove. Gli agenti di commercio, inoltre, rinnovano mediamente l’automobile ogni quattro anni a causa degli elevati chilometraggi, confermando il ruolo del veicolo come bene strettamente strumentale all’attività.

Giovani «Una fiscalità più equa è necessaria anche per favorire il ricambio generazionale della categoria», conclude Mercuri. «L’età media degli agenti di commercio è di circa 52 anni: se vogliamo che questa professione continui ad attrarre giovani imprenditori dobbiamo evitare che costi sempre più elevati e norme non aggiornate rappresentino un ostacolo all’ingresso».