Sono sempre di più le famiglie che non riescono a pagare l’affitto. La Regione ha deciso dunque di intervenire stanziando 730 mila euro.

Strali su Perugia Il provvedimento, approvato dalla Giunta regionale su proposta dell’assessore Stefano Vinti, è stato illustrato nel corso di una conferenza stampa. «Questa iniziativa – spiega Vinti – va in direzione di quelle famiglie in condizioni di particolare debolezza sociale che sono in difficoltà e non riescono a far fronte al pagamento dell’affitto. Sarebbe necessario che tutti i soggetti istituzionali fossero sensibili a queste problematiche ed invece leggo dai giornali che il comune di Perugia ha cancellato dal proprio bilancio il finanziamento per la concessione di agevolazioni fiscali aggiuntive per i proprietari di appartamenti che applicano l’affitto a canone concordato. E’ una decisione profondamente sbagliata, soprattutto in questi momenti di crisi, che mi auguro il Consiglio comunale riesca a modificare».

I beneficiari Nuclei familiari composti da una sola persona separata o divorziata; coppie, coniugate o conviventi anagraficamente, i cui componenti abbiano un’età inferiore ai 45 anni, o compiano il 45° anno di età nel 2014, e che abbiano almeno tre figli, inseriti nel medesimo nucleo familiare anagrafico e fiscalmente a carico, dei quali almeno due minorenni; nuclei familiari composti da non più di due persone, delle quali almeno una sia di età superiore ai 65 anni, o compia il 65° anno di età nel 2014, e\o sia portatore di handicap, con una diminuzione della capacità lavorativa superiore a due terzi. Sono queste le tipologie di famiglie che potranno beneficiare di un contributo da parte della Regione per integrare il canone di affitto del proprio alloggio, già individuato o anche da individuare.

Limiti di reddito Vinti ha rimarcato come «sono sempre più numerose le famiglie che, a causa delle proprie condizioni socioeconomiche, non solo non possono accedere alla proprietà di un’abitazione, ma non sono nemmeno in grado di sostenere l’onere di un affitto nel mercato privato delle locazioni. Stiamo parlando di nuclei familiari con un reddito ISEE alla data di pubblicazione del bando e con un ISEE 2014 (redditi percepiti nell’anno 2013 e valore del patrimonio mobiliare e immobiliare al 31/12/2013) non superiore a 18.000,00 per le persone separate o divorziate, di 23.500 euro per i nuclei con presenza di anziani fino ai trentamila euro annui delle famiglie con tre figli a carico. Famiglie che certamente fanno fatica a tirare avanti in questi periodi di crisi economica».

Segnali allarmanti Non solo aumenta il numero di coloro che non riescono a pagare i canoni di affitto, con un incremento conseguente degli sfratti , «ma – ha fatto notare Vinti – dall’analisi della società specializzata nei contratti a tutela delle obbligazioni derivanti dai contratti d’affitto emerge anche che in appena un anno è cresciuto del 33% il numero dei condomini che, per scelta o necessità, non hanno più pagato le spese condominiali. Il 23%, un condomino ogni cinque in Italia, non versa quanto deve con un ritardo medio di sette mesi. Una recente indagine stima inoltre che un affitto su due non venga versato con regolarità. I casi di insolvenza, dal luglio 2013 al luglio 2014, sono cresciuti in media del 5%. La metà degli inquilini, dunque, non paga e circa il 25 per cento arriva a una condizione di insolvenza tale da rischiare uno sfratto».

Il sostegno della Regione Per far fronte a queste situazioni, ha concluso l’assessore Vinti «abbiamo destinato circa 730 mila euro, prevedendo un sostegno economico all’affitto, che viene corrisposto per i contratti di locazione stipulati, a decorrere dal 1 gennaio 2012 sino al termine di 180 giorni successivi alla data di approvazione della graduatoria definitiva e regolarmente registrati». Il sostegno economico consiste in un incentivo, pari alla caparra richiesta dal proprietario fino ad un massimo di 200 euro, e in un contributo mensile, erogato per un periodo di 36 mesi. Il contributo mensile è calcolato in base all’incidenza del costo dell’affitto sul reddito annuo e può arrivare al massimo fino a 200 euro mensili.

Le regole Le richieste di contributo potranno essere effettuate da cittadini residenti in Italia o di Paesi che non aderiscono all’Unione Europea (purchè in regola con le vigenti norme sull’immigrazione) che abbiano la residenza o attività lavorativa nella Regione Umbria da almeno ventiquattro mesi consecutivi e non siano titolari della proprietà, della comproprietà, dell’usufrutto, dell’uso o di altro diritto di godimento su di un alloggio o quota parte di esso, ovunque ubicato sul territorio nazionale. Gli alloggi per i quali si richiede il contributo devono essere ubicati nella Regione Umbria, devono far parte di un fabbricato costituito da almeno due alloggi; devono essere accatastati nelle categorie A/2, A/3, A/4, A/5, A/6 e devono avere una superficie utile non superiore a 95 mq (che può arrivare a 120 mq per le famiglie con tre figli). Nella graduatoria saranno privilegiate le famiglie in possesso di sfratto esecutivo, gli alloggi situati nei centri storici, i lavoratori precari ed i nuclei inseriti nelle graduatorie comunali per l’assegnazione di alloggi di edilizia pubblica. Tutte le domande che otterranno il contributo, verranno sottoposte a controllo da parte del Comando regionale della Guardia di Finanza dell’Umbria.

Case in condivisione E la crisi fa crescere anche un altro fenomeno: la condivisione degli appartamenti. Secondo il rapporto annuale sulle case in condivisione stilato dal portale idealista.it nell’ultimo anno il prezzo di una stanza a Perugia è sceso in media del 2,1% attestandosi a 212 euro al mese. «La crisi economica degli ultimi anni – afferma il responsabile Vincenzo De Tommaso – ha profondamente modificato gli stili di vita delle persone e in particolare dei giovani, rendendo sempre più frequente il fenomeno della condivisione. Così si spiega il crescente interesse degli individui per le stanze in condivisione, per le quali le ricerche sono più che raddoppiate nel corso dell’ultimo anno».

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