Perugia si conferma tra i capoluoghi italiani dove il mercato degli affitti ha registrato gli aumenti più contenuti degli ultimi anni ma anche nel capoluogo umbro il costo della casa continua a crescere più velocemente degli stipendi. È il dato che emerge da un’elaborazione della Cna sui dati dell’Osservatorio del mercato immobiliare dell’Agenzia delle Entrate e sull’andamento delle retribuzioni nette tra il 2019 e il 2025.
Dati Nel periodo preso in esame i canoni di locazione per un appartamento standard di 70 metri quadrati sono aumentati a Perugia del 23%, una percentuale che colloca la città tra quelle con i rincari più bassi a livello nazionale. Solo poche altre realtà come Potenza, Campobasso e Catanzaro hanno registrato incrementi inferiori. Un dato che si distingue nettamente rispetto alle grandi città italiane, dove gli aumenti hanno raggiunto livelli molto più elevati: Milano e Firenze hanno segnato un balzo del 49%, Bologna, Padova, Venezia e Napoli hanno superato il 40%, mentre Roma si è attestata attorno al 37%.
Confronto La minore pressione registrata a Perugia è legata anche a una domanda abitativa meno intensa rispetto ai grandi poli economici e turistici del Paese. Tuttavia il fenomeno non lascia indenne il capoluogo umbro, dove l’aumento dei canoni continua a superare quello delle retribuzioni, cresciute nello stesso arco temporale con percentuali generalmente comprese tra il 7% e il 15%. In sostanza, anche per gli umbri affittare una casa è oggi più oneroso rispetto a sei anni fa.
Università Il tema riguarda da vicino anche una città universitaria come Perugia, che ogni anno accoglie migliaia di studenti fuori sede e lavoratori provenienti da altre regioni. Se da un lato i prezzi restano più accessibili rispetto a quelli delle principali città italiane, in un discorso generale viene detto che la progressiva crescita dei canoni rischia di incidere sulla capacità di attrarre giovani e nuove professionalità, soprattutto in presenza di salari che non crescono allo stesso ritmo.
Analisi Lo studio della Cna evidenzia come il costo dell’abitare stia diventando un fattore sempre più rilevante per la competitività dei territori. «Il tema dell’abitare non rappresenta più soltanto una questione sociale ma una vera emergenza economica che rischia di frenare crescita, investimenti e sviluppo locale», afferma il presidente nazionale della Cna, Dario Costantini. Secondo l’associazione servono interventi strutturali per ampliare l’offerta di alloggi a canoni sostenibili, recuperare il patrimonio immobiliare inutilizzato e favorire la rigenerazione urbana.
Prospettive Pur restando tra le città meno colpite dall’impennata degli affitti, Perugia non è quindi estranea a una tendenza nazionale che vede il costo della casa crescere più rapidamente dei redditi. Una dinamica che – secondo la Cna – potrebbe avere effetti non solo sul piano sociale ma anche sul mercato del lavoro, rendendo più difficile per imprese e attività economiche attrarre lavoratori e competenze necessarie allo sviluppo del territorio.
