Un supermercato (foto by Hobi Industri, Pexels)

Il «compra ora, paga dopo» sta entrando anche nelle spese di tutti i giorni e l’Umbria è già dentro questa trasformazione. Il fenomeno del Buy now pay later (Bnpl), cioè la possibilità di dividere un acquisto in più rate generalmente senza interessi, non riguarda più soltanto smartphone, vestiti o viaggi: comincia ad arrivare anche alla spesa alimentare, facilitato dagli automatismi dei pagamenti digitali. E i dati disponibili sulla regione mostrano che il ricorso a questa forma di credito sta crescendo rapidamente.

In Italia il Bnpl ha raggiunto nel 2025 quasi 10 miliardi di euro di valore, per circa 42 milioni di transazioni e uno scontrino medio di 230 euro. Secondo Banca d’Italia, la quota di famiglie che ha utilizzato almeno una volta questo strumento è passata dal 4% del 2022 al 30% del 2025, anche se circa due terzi lo utilizzano soltanto occasionalmente.

L’Umbria si colloca in questa crescita con numeri tutt’altro che marginali. In occasione del Black Friday 2025, la domanda di Bnpl nella regione è aumentata del 30,7%, uno dei rialzi più forti registrati in Italia e superiore a quello di molte regioni del Nord. Nello stesso periodo, a livello nazionale, la domanda di Bnpl è cresciuta del 104%.

Ma il fenomeno umbro va letto dentro un quadro più ampio di crescente ricorso al credito per sostenere i consumi. Nel 2025 il credito al consumo in regione è aumentato del 5,1%, mentre i prestiti complessivi alle famiglie sono cresciuti del 2,8%. A fine anno l’indebitamento delle famiglie rispetto al reddito disponibile era pari a circa il 48%. Ancora più significativo il dato sulla qualità del credito al consumo: la quota dei contratti che hanno iniziato a registrare ritardi nei rimborsi è salita dal 4,1% del 2024 al 4,6% del 2025.

Una fotografia più dettagliata, elaborata dalla Fabi sui dati del credito, indica che lo stock di credito al consumo in Umbria è passato da 1,94 a 2,02 miliardi di euro in un anno, con 80 milioni in più e una crescita del 4,2%. L’incremento riguarda quindi entrambe le province, anche se i dati disponibili non consentono di attribuire con precisione alle singole province la componente specifica del Bnpl.

Il credito al consumo comprende molte forme di finanziamento e non coincide con il Buy now pay later. Il dato regionale del 4,2%, quindi, non può essere presentato come crescita del Bnpl. Dice però che l’ambiente nel quale il «compra ora, paga dopo» si sta diffondendo è già caratterizzato da un maggiore ricorso delle famiglie umbre al credito per acquistare beni e servizi.

La novità più delicata è che il meccanismo sta cambiando natura. Rateizzare un televisore o un elettrodomestico significa distribuire nel tempo una spesa eccezionale; rateizzare la spesa alimentare significa invece trasformare una voce che si ripete ogni settimana in una successione di piccoli debiti. È qui che il sistema può diventare difficile da percepire: una singola rata appare sostenibile, ma dopo alcune settimane possono sovrapporsi quelle relative a tre o quattro acquisti precedenti. Questo rischia di generare un effetto valanga.

Banca d’Italia considera proprio la facilità di accesso uno degli elementi di rischio. Il Bnpl è una forma di credito, anche quando non prevede interessi per il consumatore: normalmente basta selezionare l’opzione, fornire i dati della carta o del conto e il pagamento delle rate avviene automaticamente. L’analisi dell’istituto segnala inoltre una crescente presenza di utenti finanziariamente più fragili, con redditi medio-bassi, poche risorse patrimoniali e debiti già esistenti.

Il fenomeno è particolarmente marcato tra i giovani che potrebbero sottostimare le conseguenze di simili comportamenti e sovrastimare la stringente necessità del bene da acquistare. Un’indagine nazionale del progetto «Pronti a contare», realizzato dalle associazioni dei consumatori con il finanziamento del ministero delle Imprese e del Made in Italy, ha rilevato l’utilizzo del Bnpl nel 22% del campione, ma la quota sale al 44% tra i 18 e i 24 anni e al 34,3% tra i 24 e i 35. Il 30% degli intervistati non conosce affatto i rischi associati a questo tipo di credito e soltanto il 16,7% si considera completamente informato.

L’Umbria, dunque, non è ancora davanti a un’emergenza specifica legata al Bnpl, e i dati disponibili non permettono di dire quante famiglie umbre utilizzino oggi Klarna, PayPal o Scalapay. Ma alcuni segnali sono già evidenti: la forte crescita della domanda di Bnpl durante il Black Friday, l’espansione del credito al consumo e l’aumento dei contratti che iniziano a presentare ritardi nei rimborsi.

Anche per questo il quadro normativo sta cambiando. Da novembre 2026 la nuova direttiva europea sul credito ai consumatori, la Ccd2, estenderà alla maggior parte delle operazioni Bnpl regole più stringenti, comprese maggiori informazioni per il cliente e valutazioni più rigorose della capacità di rimborso.

Giornalista dal duemila, ha lavorato per il Messaggero e Reuters. Ha fondato e diretto la rivista Artico, i quotidiani giornale del Cilento e Umbria24. Ha svolto a lungo attività di freelance anche come videoreporter. Ha svolto e svolge attività di formazione sul giornalismo digitale e multimediale.