Risale a settembre la manifestazione d’interesse vincolante presentata da Arvedi per rilevare l’intero pacchetto azionario di Amcln, ArcelorMittal Cln distribuzione Italia, da oltre un anno in composizione negoziata della crisi. Rispetto alle previsioni iniziali, il closing dell’operazione slitterà a novembre quando verosimilmente saranno terminati gli approfondimenti da parte dell’Antitrust Ue, resisi necessari alla luce di numerose osservazioni sollevate da più operatori del mercato siderurgico.
La Commissione è chiamata dunque a valutare tutte le possibili conseguenze dell’operazione sugli equilibri concorrenziali. Stando alle fonti di settore, il piano di rilancio proposto dal gruppo di Cremona che possiede anche l’acciaieria di Terni, prevede, il mantenimento in attività di tutti gli stabilimenti e la tutela dell’occupazione; investimenti per 40 milioni di euro distribuiti in cinque anni e un aumento di capitale di 20 milioni di euro. Amcln è considerato uno dei principali distributori di acciaio in Italia, la società opera attraverso una rete diffusa sul territorio nazionale, che comprende diversi importanti centri di servizio e siti di produzione.
Lo stesso Arvedi, come noto, è coinvolto anche nel dossier per il salvataggio e il rilancio degli impianti dell’ex Ilva, gestito da Federacciai. Sul sito umbro, come recentemente ribadito al Ministero, il gruppo cremonese ha intanto già investito 550 milioni di euro. Da un miliardo il piano presentato in sede di accordo di programma; la parte relativa al magnetico è congelata anche e soprattutto alla luce della mancata risoluzione del problema dei costi energetici.
