Lo sciopero è stato proclamato da Cgil, Cisl e Uil (Foto F.Troccoli)

«Iniqua e che non risolve i problemi del Paese». Dopo l’incontro di domenica sera che ha segnato la distanza tra il premier Mario Monti e i sindacati, Cgil, Cisl, Uil e Ugl hanno confermato lo sciopero di lunedì mattina e così di fronte alle due prefetture di Perugia e Terni, nonostante la pioggia battente caduta fin dalle prime ore della giornata, c’è stata una significativa partecipazione. Positivi poi, secondo le sigle sindacali, anche i primi numeri che arrivano sull’adesione dello sciopero, in special modo quelli relativi al settore metalmeccanico. Sciopero che riguardava le ultime tre ore di ogni turno. I metalmeccanici della Fiom, che hanno sommato alla protesta contro il governo quella contro la Fiat, sciopereranno invece per otto ore. Lunedì prossimo sarà infine la volta del pubblico impiego.

Non c’era bisogno dei tecnici «Non c’era bisogno di tecnici per una porcheria così che era in grado di farla anche la politica», dice Ulderico Sbarra, segretario regionale Cisl alla manifestazione dinnanzi alla prefettura di Perugia. «E’ una manovra che serve a fare cassa sulle spalle dei lavoratori – ha aggiunto – continueremo nella protesta fino a quando questa manovra non sarà cambiata».

Situazione drammatica «E’ una situazione drammatica – osserva una manifestante – non capisco come non si mobilitino tutti. Ma ora si è superata la soglia della sopportabilità: prima o poi si sveglieranno in tanti».

Manovra iniqua, intervenga la politica umbra «E’ una manovra del tutto iniqua – dice poi Mario Bravi, segretario regionale Cgil – bisogna modificare completamente la logica: occorrono provvedimenti che puntino alla crescita e non una manovra di tagli. L’Umbria sarà ancora più colpita. Se la sanità, in Umbria, non vede tagli è perchè l’addizionale Irpef, i 20 milioni di euro per coprire il buco, lo pagano i lavoratori dipendenti e pensionati. Intervengano i politici».

Sistema recessivo «Hanno messo in piedi una strumentazione per attivare un sistema recessivo», ha detto Adolfo Pierotti (Cisl Umbria). «C’è l’Irpef – continua Pierotti – l’aumento della benzina che serve anche per andare a lavoro, un menù di condizioni che penalizza e i sindacati hanno riconfermato che deve esserci una trattativa per fare comprendere che chi non ha pagato da questa manovra viene colpito solo di striscio».

Claudio Bendini «Si poteva fare molto meglio sotto il profilo dell’equità e dello sviluppo»,  spiega infine Claudio Bendini, segretario regionale Uil: «Pagano sempre i lavoratori, i pensionati e quelli a reddito fisso, mentre non viene risolto il problema fiscale. Il 19 dicembre sciopereremo per il pubblico impiego e per i trasporti. Il mancato sviluppo è la base dei problemi di questo paese».

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