di M.Alessia Manti
Times Square in panoramica casuale. Nella riproduzione del suo movimento naturale, nella sua rappresentazione di luogo simbolo di quella Grande Mela che non si spegne mai. Prendi un telefonino fuori produzione, uno di quelli che scattano le foto. Mettilo nelle mani di un artista. «Faccio così, fisso l’obiettivo su un soggetto, aziono il programma Panorama e sposto l’obiettivo. Poi fa tutto da sé. E’ il telefonino che lavora e crea il risultato che vedi. E’ la casualità del momento».
Si chiama ‘N.Y. – Times Square forever’ la mostra del maestro Antonio Todini, allestita al Caffè Turreno di Perugia fino al prossimo aprile. Tredici fotografie a colori, stampate su tela, di 100 x 30 centimetri ciascuna, realizzate con il telefonino, traducono in immagine quel movimento di luci, grattacieli, turisti che animano una delle piazze metropolitane più famose al mondo, ora trasformata in isola pedonale. La versione orizzontale di ‘Verti-call’ una precedente esposizione dell’artista perugino. Stesso soggetto, stessa tecnica. E’ l’assemblaggio di immagini che avviene in modo casuale che m’interessa maggiormente. E’ la creatività del telefonino che in base al primo scatto ne realizza altri due, tre successivi. E non c’è ritocco o rielaborazione al computer.
Antonio Todini, docente di fotografia per ben 37 anni all’Accademia di Belle arti di Perugia, aveva utilizzato la stessa tecnica sperimentale in occasione della mostra ‘Per Suze’, quella Suze Rotolo – musa e fidanzata di un giovane Bob Dylan – morta il 24 febbraio dello scorso anno, che proprio a Perugia trascorse alcuni mesi, incontrò il marito Enzo e che Todini ebbe modo di conoscere e ritrarre più volte.



