di Lor. Pul.
Dopo cinque anni il parco Le Grazie viene finalmente riaperto dopo il lavoro di messa in sicurezza con la sostituzione degli alberi giudicati pericolosi e nuove piantumazioni. Ma la riapertura del parco è anche l’occasione per porre l’attenzione sulla chiesa di Santa Maria delle Grazie che si trova proprio immersa tra gli alberi secolari e che da sempre rappresenta un punto di riferimento della tradizione religiosa cittadina.
Bellezza dimenticata A farlo è il consigliere comunale di Terni Civica Michele Rossi che, accompagnato dal direttore dei lavori, è entrato nella chiesa da circa 20 anni chiusa al pubblico. «Tanta bellezza dimenticata» sottolinea Rossi a proposito di quel bene culturale di antica data e indubbio valore artistico «poco noto se non sconosciuto soprattutto dalle nuove generazioni». La Chiesa inserita nel complesso immobiliare ‘Le Grazie’ era stata affidata in convenzione all’Asl. Questo se da un lato ha garantito il restauro della chiesa circa 10 anni fa e il rifacimento del tetto della stessa dal quale vi entrava l’acqua piovana (lavori che si stanno concludendo proprio in questi giorni) dall’altro l’ha inibita al pubblico. «La chiesa per essere riaperta ha bisogno di ulteriori lavori di messa in sicurezza degli affreschi, per i quali occorre trovare risorse pubbliche o private – spiega Rossi – e va fatto in tempi brevi approfittando dei ponteggi ancora in loco, per poi programmarne altri di restauro. Ritengo importante far conoscere la rilevanza artistica di questo bene e sollecitarne la riapertura al culto o comunque al pubblico. Per questo motivo nei prossimi giorni oltre a presentare opportuna interrogazione di sollecito alla mia amministrazione intendo adoperarmi in prima persona» conclude Rossi
La storia dal XV secolo Si tratta di delle chiese più preziose e antiche della città che conserva affreschi mirabili e preziosi. Numerose delle opere collocate originariamente in questo sito, passate poi alla collezione comunale, sono oggi esposte nella pinacoteca comunale al Caos. Una storica costruzione che fa parte di un ampio convento fondato da San Bernardino da Siena durante il suo soggiorno a Terni sorto nel bosco presso la fonte denominata allora Pan Perduto. La Chiesa e il convento vennero ultimati alla fine del XV secolo mentre nel secolo successivo la Chiesa fu decorata con dipinti di Nicolò Alunno, Giovanni Spagna e del Perugino. Poi fu arricchita nel XVI secolo di cappelle e ornata di ulteriori affreschi. Nel 1657 il convento fu trasformato in un lazzaretto; con l’occupazione francese venne adibito in ospedale militare. Dopo l’unità d’Italia il complesso fu ceduto al Comune di Terni che lo utilizzoò da ospizio per cronici e mendicanti. Durante l’ultima guerra fu utilizzato come ospedale poi come casa di riposo per anziani.
Dalla Usl alla Diocesi L’Azienda Usl Umbria 2 ha concesso, a titolo gratuito, l’utilizzo della chiesa alla Confraternita ‘San Giuseppe e San Francesco di Paola’, ente ecclesiastico della Diocesi di Terni-Narni-Amelia. L’atto di concessione siglato dal commissario straordinario dell’Azienda Usl Umbria 2 Massimo Braganti e da padre Angelo Gatto, in accordo con il vescovo diocesano Giuseppe Piemontese, prevede l’utilizzo gratuito dell’immobile per i prossimi 33 anni, fino al 31 ottobre 2052, per attività religiose, il culto della fede cattolica, attività formative, ricreative e di tipo spirituale. «Fin da subito – dichiara il manager sanitario – mi hanno colpito l’entusiasmo e la devozione di Padre Angelo che esprimendo il desiderio di restituire alla collettività uno spazio di culto pregevole dal punto di vista storico, architettonico e culturale, allo stesso tempo, mi ha presentato l’opportunità di far rivivere la struttura garantendo, grazie all’impegno della Diocesi e della Confraternita, il suo mantenimento in buono stato, per cui di fronte a questa prospettiva non ho potuto che accogliere di buon grado la richiesta». Un incontro che si è svolto in un clima semplice e armonioso, come spiega padre Angelo Gatto: «Incontro dettato da intenti comuni sorretti dal bene e dal bello e con la volontà di riconsegnare alla comunità cittadina di Terni uno dei gioielli della sua storia religiosa. Per la Confraternita è un grande onore avere a disposizione questo luogo che ne sarà la sede e centro di spiritualità e formazione umana e sociale per dare speranza agli uomini e alle donne del nostro tempo».
