di Ma.Gi. Pen.

Terni città dell’Amore è il brend che l’assessore alla Cultura Maurizio Cecconelli considera il più calzante per la Conca, ma quel passato legato all’industria del Cinema che qui ha conosciuto progetti da Oscar, l’accademia degli effetti speciali e pure un corso di studi dedicato oltre all’impegno di Gastone Moschin, a volte ritorna. La città ancora oggi ospita un film festival, promosso e orgnizzato dall’Istess (l’istituto di stiudi teologici e storico-sociali della diocesi) e che sarà presto diretto dal regista Moni Ovadia, tanto per dirne una e nei recenti anni passati è stato set per diversi film. Poco, per esprimere quella sua vocazione cinematografica appartenente al passato e allora il tema dei temi che ciclicamente ricorre è quello della possibilità di recuperare gli Studios di Papigno, dove Benigni prima di rompere con Cinecittà ha fatto parte delle sue fortune con La vita è bella e Pinocchio. Lo stato di abbandono in cui la società romana ha lasciato per anni quegli spazi, prima che il Comune tornasse in posseso delle chiavi, mette oggi lo stesso ente nelle condizioni di dovere per forza intervenire per rimettere in sesto le infrastrutture esistenti. Giovedì pomeriggio se ne è parlato in Terza commissione a Palazzo Spada.

Terni Cinema È scaturita da un’iniziativa del M5s l’audizione del direttore di Umbria film commission, Alberto Pasquale. Dopo un riepilogo dello scopo dell’organizzazione e delle attività sin qui messe in campo, Pasquale ha dichiarato che, nel perimetro dell’interesse della Fondazione c’è anche il recupero degli Studios ternani, ma ha anche ammesso che i tentativi sin qui effettuati, di attrarre operatori di settore in loco, non siano andati a buon fine. Il confronto con i commissari di competenza a Palazzo Spada è stato utile a condividere un cronoprogramma di massima delle azioni da mettere in campo: tanto per cominciare, manca infatti una stima dei costi per ripristinare le infrastrutture esistenti a Papigno, ma l’assessore conoscendo le disponibilità di cassa già teme che per le tasche dell’ente sia un intervento fuori scala. Questa la ragione per cui le parti hanno condiviso l’opportunità di stimare anche le spese di gestione di quegli spazi e mettere nero su bianco le potenzialità che esprimono per attrarre investimenti terzi. In tal senso, non macherebbe la disponibilità della Fondazione Carit, come sottolineato dal presidemte Luigi Carlini ma la progettualità farà la differenza. Di buono c’è l’impegno di Umbria film commission a sondare il terreno per ripercorrere eventualmente il sogno della ‘Terni del cinema’, anche se i lavori per la nuova sede sono in corso a Perugia: «Non l’ho scelto io – si difende Pasquale – era un progetto già in fase avanzata quando a gennaio mi sono insediato, personalmente avrei preferito Terni». Per la Conca come noto l’amministrazione ha affidato al capogruppo di Terni Civica Michele Rossi la mission dedicata. Si spenderà per questo.

 

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