C’è una tematica indelebile nella memoria dell’Europa, quella dell’olocausto. Partendo dalla ‘Topografia del terrore’ di Berlino, l’artista umbro Gianni Moretti ha reinterpretato i fatti creando La biblioteca di ghiaccio e di sale, una serie di immagini che saranno esposte in prima nazionale al Caos di Terni a partire dal 18 dicembre.
Stampe e struttura lignea Il progetto è un delicato e intenso lavoro che si svolge su più piani processuali e differenti passaggi. Partendo dalle immagini della “Topografia del terrore”, l’artista ha proceduto a rivisitare l’olocausto attraverso un’operazione di stampa su carta velina, ritagli, sottrazioni e svuotamenti. Il risultato del processo viene riposto su una struttura in legno pensata e realizzata per la Project Room del Caos.
Biblioteca del passato dimenticato La ‘biblioteca’, struttura verticale che ospita piani inclinati sui quali poggiano i lavori, consente una doppia prospettiva, quella dell’osservazione verticale e quella dello studio dell’opera, per essere da un lato memoria di un riemerso dimenticato e dall’altro oggetto di interesse e riflessione dello spettatore. L’installazione diventa dunque un luogo di incontro di organismi «cancellati dalla storia, polverizzati nella loro identità e autonomia».
Moretti: «Mondo dormiente che torna a respirare» Gianni Moretti è nato a Perugia nel 1978 e vive e lavora tra Milano e Berlino. La biblioteca di ghiaccio e di sale, dove il primo viene disciolto dal secondo, è per l’artista «Un luogo di attenzione su fatti, soggetti, eventi che sono passati nell’ombra – dice – che sono stati persi, cancellati, dimenticati. Quel ghiaccio copre il mondo intero, ma il sale mangia il ghiaccio e torna a far respirare ciò che dorme sotto di esso, qualcosa che non è perso del tutto, che non è morto ma solo addormentato. Credo che tutto il mio lavoro – conclude Moretti – stia lì, in quella manciata di sale gettata a ventaglio sopra il ghiaccio che copre le cose».
Info e orari La mostra, curata da Indisciplinarte e realizzata in collaborazione con lo studio DDA architetti, rientra in un progetto di sostegno e di residenze artistiche del Caos interamente dedicato alle arti nella loro multidisciplinarietà e trasversalità. L’ingresso è gratuito e la mostra rimane aperta dal martedì alla domenica, dalle 10 alle 13 e dalle 16 alle 19.
