Renzo Arbore e Carlo Pagnotta con il logo disegnato da Antonio Todini (Foto F.Troccoli)

di Ivano Porfiri

Non solo Sting. Ci tiene a precisarlo il direttore artistico Carlo Pagnotta. Umbria Jazz ’12 è tanto altro e soprattutto un omaggio alla musica di Thelonious Monk e Gil Evans. L’edizione numero 39, in programma dal 6 al 15 luglio, è stata presentata a Perugia alla presenza di sponsor e vertici istituzionali.

Oltre la crisi Il Jazz ai tempi della crisi continua a suonare. «La crisi ce la siamo messi alle spalle – dice Pagnotta – quella del 2012 è un’edizione ricca di artisti e di spunti interessanti e innovativi. Non c’è solo Sting, ma un grande omaggio a Theolonious Monk e Gil Evans, c’è per la prima volta una serata reggae e poi tanti jazzisti italiani di primo piano ed emergenti».

Uj porta Perugia nel mondo Per Renzo Arbore, presidente della Fondazione, «Umbria Jazz è senza dubbio il miglior festival del mondo: anche più di Montreaux perché coinvolge una città intera per dieci giorni con musica di livello altissimo». Il jazz, per il «perugino acquisito», come si definisce Arbore, «questi eventi servono anche a superare le difficoltà economiche perché portano turismo: dall’Australia sanno che non si può morire senza aver visitato Perugia anche grazie a Uj».

Investire in cultura Anche i rappresentanti delle istituzioni hanno rimarcato l’importanza degli investimenti nella cultura. «Eventi come la mostra del Signorelli, il Festival del giornalismo, Festarch, fino al culmine di Umbria Jazz portano ricchezza culturale e anche economica alla città», ha detto il sindaco di Perugia Wladimiro Boccali. Concorde la presidente della Regione, Catiuscia Marini: «Avvicinare, come fa qualcuno, anche di importanti giornali nazionali, i finanziamenti alla cultura agli sprechi commette un grave errore: eventi come Umbria Jazz possono essere un volano eccezionale per tutta l’Umbria».

CONSULTA IL PROGRAMMA

Il cartellone Il Festival presenta un cartellone eterogeneo e dalle molte anime, che proverà a sintetizzare i variegati percorsi della musica, presentando al pubblico, oltre che il jazz nelle sue molteplici espressioni, anche pop, soul, reggae, blues e contaminazioni inedite.  Sulle scene di Umbria Jazz 12 si alterneranno artisti di culto e giovani emergenti, icone della pop song e monumenti della black music, jazzmen alla prova con progetti assolutamente nuovi e ricchi di fascino.

Le location di Uj Location principale rimane l’Arena Santa Giuliana, dove avranno spazio i grandi nomi, poi il Teatro Morlacchi, dedicato al jazz più ortodosso. Abbinamento tra musica e cibo infine alla Bottega del Vino e al Ristorante La Taverna per gli aperitivi, i brunch e le cene. Ci sono infine gli spazi all’aperto gratuiti: Piazza IV Novembre e i giardini Carducci. È l’Umbria Jazz che rappresenta la continuità con il passato, un omaggio doveroso a una formula che ha creato il “caso” Umbria Jazz nel mondo dello spettacolo e nel costume. Da non dimenticare infine la tradizionale Street Parade.

Evening concerts al Santa Giuliana

Si comincia con una serata dedicata al duo: prima uno pianistico con Chick Corea e Stefano Bollani. A seguire Stefano Bollani con Hamilton de Holanda: straordinario virtuoso del bandolim, un mandolino a dieci corde, brasiliano di Rio traslocato giovanissimo a Brasilia, re incontrastato del nuovo choro ed erede designato di Jacob do Bandolim, che dello choro è stato interprete pregiato e punto di riferimento unanimemente riconosciuto per decenni. Il 7 luglio uno degli omaggi a Monk, con un concerto del trio di Stan Tracey, classe 1926, figura di punta del jazz anglosassone. A seguire Herbie Hancock. L’8 luglio gli Spectrum Road: un super quartetto formato Jack Bruce (Cream), Vernon Reid (Living Colour), John Medeski e Cindy Blackman Santana. Un altro strano e inedito incontro è quello tra il sassofonista David Murray, uno dei musicisti che rappresenta al meglio l’avanguardia afroamericana ed erede di uno stile improvvisativo astratto/espressionista fondato negli anni ’60 da sassofonisti quali Albert Ayler e Archie Shepp, e Macy Gray. Il 9 luglio John Scofield presenta la sua ultima creatura: la Hollowbody Band. A seguire Esperanza Spalding, contrabbassista e vocalist in gran crescita. Il 10 “Sound Prints”: un nuovo quintetto del trombettista  Dave Douglas e del sassofonista Joe Lovano, con Lawrence Fields, Linda Oh e Joey Baron. Uno dei grandi protagonisti del jazz italiano, il trombettista Enrico Rava, alla guida della Parco della Musica Jazz Orchestra, sempre il 10, offre un tributo a Michael Jackson e alla sua musica, con una rilettura dei successi di Jacko. L’11 luglio due grandi voci. Al Jarreau ed Erykah Badu. Il 12 Pat Metheny che arriva con la sua Unity Band. Sonny Rollins in esclusiva italiana il 13 luglio. Serata inedita per Umbria Jazz quella del 14, dedicata alla musica reggae con tre grandi protagonisti: Rita MarleyStephen Marley e l’ivoriano Alpha Blondy è l’artista che più di ogni altro ha contribuito nella sua lunga carriera a riportare la musica giamaicana e il reggae verso le sue radici africane. Sabato 15 luglio appuntamento imperdibile con il “Back to Bass Tour” di Sting, con il quale l’artista inglese celebra i 25 anni di carriera da solista. In questa occasione l’artista inglese sarà accompagnato da una band formata dal suo chitarrista storico Dominic Miller, da David Sancious (tastiere), da Vinnie Colaiuta (batteria), da Peter Tickell (violino elettrico), e da Jo Lawry (voce).

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