«A Pietro Scarpellini, storico dell’arte, professore dell’Università di Perugia, coscienza critica della nostra città. Ha trasmesso l’amore per l’arte ai suoi studenti. Si è sempre battuto per la tutela del paesaggio e del patrimonio artistico. Per le presenti e future generazioni». Questa la scritta che dovrebbe apparire in una targa commemorativa da collocare sulla parete esterna della Casa della studentessa in Corso Garibaldi, di fronte alla Soprintendenza. La proposta di affiggere la targa, avanzata con un ordine del giorno da Bori (Pd) e Arcudi (Psi) è stata approvata martedì mattina in commissione Cultura quasi all’unanimità: dieci infatti voti favorevoli e solo uno quello contrario, ossia quello del forzista Carmine Camicia. La scelta del luogo proposto alla giunta non è casuale: la Soprintendenza, spiegano Bori e Arcudi, «è uno dei luoghi che contribuì a tutelare e valorizzare». Con l’atto poi si impegna la giunta anche a «farsi promotori con l’ufficio scolastico regionale e la direzione didattica regionale affinché le nuove generazioni conoscano la figura ed il lavoro di Scarpellini anche tramite convegni e dibattiti mirati sui temi a lui cari». Uno studioso al quale di recente la Fondazione Orintia Carletti Bonucci ha dedicato un’opera in tre volumi, il primo dei quali (una raccolta di scritti e saggi), è stato presentato a fine ottobre.
L’odg Oltre a ricordarne le battaglie civili in difesa del paesaggio, i due promotori hanno sottolineato che Scarpellini arrivò a Perugia per insegnare prima Storia dell’arte all’Università per stranieri poi Storia dell’arte medievale a Lettere e Filosofia, senta dimenticare le sue fondamentali monografie su Luca Signorelli, sul Pinturicchio e l’edizione critica della guida di Assisi di Fra Ludovico da Pietralunga. «Di notevole valore – hanno detto – anche gli studi dedicati al dialogo tra la poesia umbra medievale, le sacre rappresentazioni e l’arte e a Giotto e ai giotteschi». Scarpellini inoltre è stato tra i fondatori, nel 1959, della sezione di Perugia di Italia Nostra, da lui presieduta per 23 anni e per la quale ha portato avanti coraggiose battaglie, prima fra tutte quella per la difesa del territorio e del paesaggio perugino.
IL PRIMO DEI TRE VOLUMI DEDICATI A SCARPELLINI DALLA FONDAZIONE CLARETTI
Il dibattito Secondo il forzista Sorcini una targa «è il minimo riconoscimento che si può e deve attribuire a questo personaggio». Sulla stessa lunghezza d’onda anche il Movimento 5 Stelle con Stefano Giaffreda: «Purtroppo – ha detto – Perugia è una città che troppo spesso tende a dimenticare i suoi personaggi illustri». Prima del voto Arcudi ha anche invitato i colleghi a tenere fuori dalla discussione gli aspetti politici, dato che «Scarpellini ha sempre operato nell’interesse della città di Perugia essendo figura di spessore elevato. Dunque teniamo fuori dal dibattito l’appartenenza politica». Come accennato, unica voce fuori dal coro, quella di Camicia, membro anche della commissione toponomastica «che il 28 dicembre scorso – ha ricordato – ha rinviato la questione a data da destinarsi, essendo impossibile la deroga. Ci sono infatti norme nazionali che regolano l’intitolazione di vie o l’apposizione di targhe: è richiesta, nel dettaglio, una specifica autorizzazione della Prefettura che viene concessa solo dopo che siano trascorsi 10 anni dalla morte del personaggio». Una questione, quella della legittimità della richiesta, che verrà sciolta in consiglio comunale quando l’atto verrà messo in discussione.
L’acquedotto Sempre all’unanimità, ma stavolta lunedì in consiglio comunale, è stato approvato l’ordine del giorno dei consiglieri di Progetto Perugia Francesco Vignaroli e di Perugia Rinasce Franco Ivan Nucciarelli con cui si chiede alla giunta di impegnarsi in vista di un restauro di alcuni tratti dell’acquedotto medievale di Perugia. I due propongono all’amministrazione in particolare di «effettuare immediatamente un’analisi tecnica delle reali condizioni statiche del tratto urbano dell’acquedotto medievale e di riferire al Consiglio Comunale. Quindi, di attivarsi per pianificare interventi di restauro, coinvolgendo la Soprintendenza competente e altri enti pubblici e privati, come le fondazioni bancarie, nonché di verificare l’esistenza e la possibilità di accesso a fondi dell’Unione Europea per il restauro e la conservazione del patrimonio storico-culturale da poter attivare per restaurare sia il tratto urbano che gli archi in zona San Marco nonché il Museo delle Acque che ha sede proprio a San Marco». Tutto ciò perché alcuni tratti dell’acquedotto «versano in stato di completo abbandono».

Molto bravo il professore Scarpellini! Ricardo con piacere le Sue lezioni di Storia dell’Arte a Perugia.