Si chiamerà ‘Le Nuvole’ il laboratorio che permetterà ai detenuti del carcere di Capanne di essere autori e attori di un film. La serata in programma lunedì 11 aprile al PostModernissimo di Perugia darà ufficialmente inizio ad un progetto di forte valenza sociale che vede coinvolti soggetti diversi, accomunati dalla volontà di realizzare un percorso culturale dalle prospettive a dir poco interessanti.
Le Nuvole L’appuntamento è per le ore 21.30, quando il regista Giovanni Cioni presenterà “Le nuvole”, progetto di laboratorio cinematografico che verrà attivato con i detenuti della Casa Circondariale di Perugia Capanne. Interverranno anche Bernardina Di Mario, direttrice del carcere, e Mario Balsamo, direttore artistico del PerSo – Perugia Social Film Festival, mentre saranno presenti rappresentanti del GIT di Banca Etica dell’Umbria e dell’Associazione Itinerari, co-promotori del progetto.
Occasione per 15 “Le nuvole” sarà un laboratorio di formazione, rielaborazione e produzione cinematografica che si terrà all’interno del carcere perugino e che coinvolgerà fino a 15 detenuti. L’idea è quella di realizzare, attraverso un percorso appositamente ideato, un cortometraggio del quale i detenuti saranno co-autori e attori. Il progetto è stato messo a punto dallo stesso Cioni, presente fuori concorso alla prima edizione del PerSo Film Festival con il suo “Per Ulisse”, film documentario vincitore dell’edizione 2013 del Festival dei Popoli di Firenze. La sera dell’11 aprile, dopo la presentazione del progetto, verrà proiettato un altro dei suoi film, ovvero “In purgatorio”: un’opera in cui Giovanni Cioni, ispirandosi al culto del Purgatorio a Napoli, propone un’immersione in questioni molto intime legate allo stesso culto.
Crowdfunding Il progetto “Le nuvole” prevede una raccolta fondi, messa in atto attraverso un crowdfunding online, promosso e sostenuto dal GIT dell’Umbria di Banca Etica. Questa permetterà di finanziare il laboratorio e, al tempo stesso, rappresenta anche una modalità nuova di tipo economico; una modalità attiva e condivisa, che consente la crescita di un progetto nato dal basso attraverso la realizzazione di storie e idee senza intermediazioni. «Ogni laboratorio è un percorso – afferma Cioni – nel quale inventare ed elaborare, in uno scambio di idee e di immaginari, una storia da realizzare insieme. Fare cinema è innanzitutto un’esperienza dove imparare a guardare, ascoltare gli altri, mettersi in gioco, rielaborare i propri vissuti, immedesimarsi nell’altro, dare voce alle proprie fantasie, paure, ansie». Parole che esprimono il senso di questo laboratorio cinematografico in carcere, che saprà promuovere la crescita dei partecipanti sul piano espressivo, culturale e umano, concorrendo a perseguire le finalità che la nostra costituzione assegna al regime di detenzione: la presa di coscienza dell’errore e l’avvio di un percorso di riabilitazione. Una volta pronto il film è previsto che vengano organizzate delle visioni e presentazioni pubbliche in carcere, con gli altri detenuti, ma anche fuori, alla presenza degli stessi partecipanti.
Pasolini rivisitato Il laboratorio sarà una rivisitazione e reinterpretazione di “Cosa sono le nuvole” di Pier Paolo Pasolini, pensata, scritta, interpretata dai detenuti, in un film di una durata tra i 15 e 20 minuti. Questa fiaba poetica cinematografica presenta tanti spunti che possono essere sviluppati e che comunque “parlano” ai detenuti, nel senso che permettono loro di esprimersi attraverso la fiaba crudele del film: un mondo di burattini dove essi, impegnati in una rappresentazione dell’Otello di Shakespeare, si interrogano sul loro infausto destino, su chi li costringe a compierlo, sulla propria identità, sul perché non si riconoscano nelle cattive azioni che la rappresentazione impone loro; burattini che vengono poi travolti dalla vendetta del pubblico (che li giudica per quel che la rappresentazione li obbliga a compiere) e buttati in una discarica abusiva dove, guardando il cielo, scoprono la bellezza del creato.
