Il sottosuolo di Narni continua a riservare sorprese e testimonianze di un passato ricco di storia e cultura: gli speleologi del gruppo Utec hanno documentato con la scansione 3D due cisterne storiche scoprendone una terza sconosciuta, sotto un orto privato. Circostanza, questa, che rimanda alla scoperta della ben nota Narni sotterranea.
Cisterne storiche Sabato scorso effettuando sopralluoghi programmati all’interno di due grandi cisterne cittadine, già note e rilevate negli anni ‘70, ne è stata scoperta una terza. Le due cisterne, che possono contenere ciascuna circa 600 metri cubi di acqua sono una all’interno del Chiostro dell’Istituto Beata Lucia costruita nel 1700, ed una tardo medioevale, in Piazza Galeotto Marzio. Entrambe sono state oggetto di una documentazione digitale ottenuta con una scansione 3D effettuata con IPhone Lidar, una tecnologia che permette di misurare le distanze e le dimensioni degli oggetti con un fascio di luce.
Undergruond Dopo il sopralluogo alle cisterne conosciute, gli speleologi hanno ispezionato un’altra cavità, non conosciuta, entrando in una finestrella che si apre a cinque metri da terra su un muro nel sottostante Parcheggio degli Orti. Grande la sorpresa quando gli esploratori si sono trovati sulla volta di una nuova cisterna sconosciuta, profonda quattro metri, lunga 5 metri e larga 4, di cui non si era a conoscenza.
Speleologi La ‘nuova’ cisterna situata sotto un orto privato, dietro al palazzo ora sede dell’Università degli Studi di Perugia, alimentava una volta una fontana di cui rimangono visibili due cannelle esterne, che abbelliva i giardini del palazzo, probabilmente coevo alla cisterna. A distanza di oltre quarant’anni dalle prime esplorazioni, gli speleologi narnesi il Gruppo speleologico Utec continua a scoprire nuove cavità nel sottosuolo cittadino che svelano segreti e pagine di Storia altrimenti perduta.
Città dell’Anello Il Gruppo Speleologico Utec Narni, fondato nel 1977, si occupa da oltre quarant’anni di esplorare le cavità naturali e artificiali del sottosuolo narnese, portando alla luce piccoli e grandi tesori, come la Narni Sotterranea, l’acquedotto romano della Formina lungo ben 13 chilometri e le grotte di San Cassiano e di San Francesco. Nel corso dei sopralluoghi, gli speleologi hanno potuto constatare l’ottimo stato di conservazione delle strutture sotterranee, ma anche nella cisterna in Piazza Galeotto Marzio la presenza di rifiuti di ogni genere che andrebbero al più presto rimossi.
Narni Le due cisterne conosciute sono praticamente prive di acqua, che un tempo veniva raccolta dai colatoi dei palazzi circostanti per sopperire l’assenza di sorgenti dentro le mura della città che sorge su uno sperone carsico. I romani due millenni fa risolsero il problema idrico, costruendo un acquedotto sotterraneo lungo 13 km che da Sant’Urbano ha portato acqua a Narni fino ai primi decenni del ventesimo secolo. Per il prossimo anno 2024, l’Utec porterà avanti, insieme agli speleologi del Gruppo Terre Arnolfe di Cesi, un percorso formativo per speleologi, destinato a chi vuole avvicinarsi al mondo della speleologia. Il corso prevede lezioni teoriche e pratiche, uscite sul campo e visite guidate alle cavità più interessanti della zona.
