Da sabato fino all’Immacolata la Fondazione Carispo apre alcune sale della sua raccolta dedicata all’arte contemporanea, permettendo a spoletini e turisti di scoprire il proprio patrimonio artistico legato a doppia mandata alla storia di Spoleto e acquisito a partire dagli anni Settanta per contrastare il grave fenomeno della dispersione artistica, che purtroppo si è registrato in tutta Italia a partire dal 1860.
Mostra della Fondazione Carispo In particolare, per la mostra allestita nella sede di via Felice Cavallotti, specificatamente nella sala dell’assemblea e nell’antisala, sono stati selezionati alcuni tra i principali lavori dell’artista spoletino Leoncillo Leonardi, di cui nel 2015 ricorreranno i cento anni dalla nascita, e del gruppo I sei di Spoleto, composto da Giuseppe De Gregorio, Filippo Marignoli, Giannetto Orsini, Ugo Rambaldi, Piero Raspi e Bruno Toscano, che negli anni Cinquanta aderendo all’informale ebbero una certa notorietà.
Le opere di Leoncillo Leonardi Nell’esposizione, fruibile gratuitamente dal 6 all’8 dicembre (10-13 e 15-17), si potranno ammirare una serie di opere scultoree e pittoriche che coprono tutto l’arco della sua produzione, a partire dai Candelieri, risalenti alla prima fase che giunge fino al periodo dell’immediato dopoguerra, passando attraverso il Cavallo, riferibile a quella breve stagione in cui l’artista spoletino si muove tra Espressionismo e Neo Cubismo, poi a seguire con le opere neocubiste, come Sportivo (1948-50), I minatori (1952), I Dioscuri (1950-53) e Studio per un pannello (primi anni Cinquanta), e Albero, appartenente alla parte finale della fase neocubista, per finire con Studio per corpo dolente, Senza titolo e Studi per S. Sebastiano, tutti riferibili agli anni dell’informale e collegabili con Corpo dolente e Le affinità.
Le opere del gruppo I sei di Spoleto La sala dell’assemblea ospita, invece, le opere del gruppo I sei di Spoleto che nel corso degli anni Cinquanta approdarono all’informale ed ebbero un’importante fase di notorietà, in collegamento con il Premio Spoleto, istituito nel 1953, e con l’adesione alle posizioni del giovane critico bolognese Francesco Arcangeli. I dipinti sono stati scelti per le loro indubbie affinità e anche per la sostanziale vicinanza cronologica, che ne fa un gruppo di rara compattezza stilistica. Di De Gregorio è esposta l’opera Pittura n.1 (1959), di Marignoli Impronta sul mare (1959), di Orsini è stata scelta Mattino (1958-62), mentre di Rambaldi di Profondità grigia (1959), di Raspi Tatuaggio cronico (1959) e di Toscano Dopo l’estate (1958).
