Presentato mercoledì 12 dicembre all’ospedale della Media Valle del Tevere di Pantalla, il libro ‘Un sogno in movimento’, realizzato dall’Associazione Nazionale Attività Motoria (Anam) che raccoglie le testimonianze dei pazienti impegnati nell’attività fisica adattata nelle palestre della Usl Umbria 1. Alla presenza di un nutrito pubblico, sono intervenuti tra gli altri, Antonio Donato, presidente Anam, Francesco Iannacci, Direttore Medico dell’ospedale Mvt di Pantalla, Alfio Todini, sindaco di Marsciano, Michele Toniaccini, sindaco di Deruta, Guglielmo Sorci, direttore del master Pampros in attività motorie, Daniele Iacò, presidente del Comitato Italiano Scienze Motorie, Giovanni Santoro, responsabile della Sanità Pubblica della Regione Umbria e Barbara Sebastiani, direttore tecnico Anam.
Le storie Il libro raccoglie le testimonianze di decine di pazienti, raccolte negli ultimi quattro anni da Marco Nulli, Giuseppe Mordivoglia e da altri istruttori Anam, nella Seconda palestra di Rieducazione cardiologica dell’ospedale di Pantalla, la palestra del Parco Grocco di Perugia e quella del Centro della salute di Magione. L’obiettivo è quello di mostrare che l’esercizio fisico apporta benefici in termini terapeutici ampiamente documentati, ma rappresenta anche un’occasione di socializzazione e motivazione che contribuisco in maniera decisiva al recupero del benessere psico-fisico allontanando il disagio psicologico e le sindromi depressive. «Frequentare una palestra – è stato spiegato durante la presentazione – all’interno di una struttura sanitaria crea una condizione importante in quanto la persona è motivata a partecipare, si sente ‘sicura’ e non avverte il disagio dell’idea di frequentare la classica palestra fitness . Molti dei partecipanti descrivono proprio che si sentono in un ambiente protetto e familiare. Hanno instaurato un rapporto di complicità ed amicizia tra loro ed anche con gli istruttori che li seguono. La socializzazione favorisce la condivisione, evita la solitudine e la chiusura in se stessi , la possibilità di creare delle occasioni di vita sociale anche al di fuori della palestra, ma al tempo stesso crea la motivazione per continuare a partecipare all’attività».
