di Giorgia Olivieri
Un viaggio nell’arte del Perugino raccontato in due percorsi tra passato e contemporaneità, a palazzo Sorbello continuano le celebrazioni per il cinquecentenario del Vannucci anche con le opere dell’artista tedesco, naturalizzato umbro, Klaus Karl Mehrkens. La luce e il rosa del Vannucci raccontati da un viaggiatore come Mehrkens che da internazionale è diventato umbro, in un percorso inverso al Perugino da umbro è diventato internazionale.
Dialogo con Vannucci Il percorso di visita di palazzo Sorbello, fino al 9 gennaio 2024, sarà arricchito da una mostra d’arte contemporanea dal titolo La luce (senza le forme) del Perugino che vedrà sette opere pittoriche realizzate da Klaus Karl Mehrkens. Dopo l’omaggio al Vannucci a Città della Pieve, il lavoro di Mehrkens continua a seguire le orme del Perugino, spostandosi nella città che gli ha dato il nome. Come a Città della Pieve, Klaus si è ispirato al rosa, al celeste e al giallo del Perugino ma anche alla sua luce per rendere omaggio all’artista cinquecentesco. Alla base dell’esposizione la volontà di dare all’Umbria l’opportunità a un artista contemporaneo di dialogare con il Perugino, come tra Burri e Vannucci ma ancora più nell’oggi.
Viaggio nel Perugino Al piano terra di palazzo Sorbello c’è la mostra Raccontare il Perugino, che ci parla del Vannucci visto dai viaggiatori stranieri in Umbria alla sua scoperta. «Così come questi viaggiatori andavano a Perugia per vedere Vannucci, Klaus quando se ne è andato da Milano è arrivato a Perugia per vedere quelle opere che tanto lo affascinavano. La luce è la cosa fondamentale, oltre al colore, nell’opera di Vannucci, è quella sempre a mezzogiorno che vedo sempre così come è, questi sono gli elementi essenziali di La luce (senza le forme) del Perugino e dell’arte astratta di Mehrkens», spiega Giuseppe Simone Modeo, curatore.
Il rosa Nelle sette tele presenti nell’esposizione, di cui quattro della serie Across the universe, un viaggio nell’universo in senso orario come una spirale, il rosa è il protagonista assoluto. «Sembra il colore più facile da utilizzare sin dall’antichità, dagli incarnati del bambin Gesù e della Madonna fino allo shocking del ‘900 per poi diventare per noi nel 2000 simbolo di femminilità, noi pensiamo conosce questo colore ed è così facile utilizzarlo da rendere banale l’opera. In realtà in Klaus molto più il nero, per omaggiare il Perugino ha scelto di eliminare il nero e abbracciare questi colori ‘aerei’», spiega Modeo.
Inaugurazione La mostra sarà inaugurata giovedì 30 novembre alle 18.30 con un convegno moderato dalla giornalista Elisa Marioni al quale parteciperanno Ruggero Ranieri, presidente della Fondazione Ranieri di Sorbello, l’esperto d’arte Pasquale Giuseppe Macrì, il curatore della mostra Giuseppe Simone Modeo e il giornalista e docente universitario Luca Garosi. Seguirà un concerto dell’ensamble I Trobadores che proporrà una sorta di viaggio ideale nella musica per danza del cinquecento con l’obiettivo di evocare ambienti, suoni e immagini in cui hanno vissuto i grandi artisti di inizio Rinascimento.








