Carlo Pagnotta

di Ivano Porfiri

La chiama «Signora 1416» o «assessora al 1416» parlando sarcasticamente di Teresa Severini. È un Carlo Pagnotta col dente avvelenato quello che si presenta al bar dell’hotel Brufani per spiegare i motivi della cancellazione della stagione del Jazz club Perugia, comunicata nei giorni scorsi con una breve nota. La destinataria principale degli strali è proprio la titolare della delega alla Cultura del Comune di Perugia. E il direttore artistico di Umbria jazz ne ha anche per il sindaco Andrea Romizi. Ma da Palazzo dei Priori arriva una pronta replica e l’aumento dello stanziamento in favore di Umbria jazz.

Storia più lunga di Uj Pagnotta inizia ricordando la storia del Jazz club Perugia: «È nato prima di Umbria jazz, negli anni ’50 e ci sono passate figure come Chet Baker e Louis Armstrong, proseguendo anche nel periodo in cui Uj è stata sospesa». Una storia gloriosa che pare destinata ad interrompersi per via dei ritardi nei pagamenti del contributo di Palazzo dei Priori. «Noi ogni anno prendiamo 20 mila euro per fare la stagione, ma quelli dello scorso anno ancora devono arrivare e così non si può più andare avanti», dice Pagnotta, il quale ricostruisce quello che chiama un «piccolo escamotage» con cui gestisce la manifestazione.

Jazz club e le Clinics «Va subito detto – spiega – che Umbria jazz è una cosa, Jazz club Perugia e Berklee Clinics (la ‘scuola di musica’ tenuta ogni anno all’interno di Uj che richiama centinaia di giovani jazzisti da tutto il mondo) un’altra: la prima è gestita dalla Fondazione Umbria jazz e il marchio è della Regione; le altre due sono mie creature. Siccome il Jazz club non aveva partita Iva, io ho escogitato un piccolo escamotage: faccio versare sul conto corrente delle Clinics i contributi delle due manifestazioni. In questo modo, quando ricevo quelli del Jazz club posso anticipare le spese alla Berklee. Ma se si inceppa questo meccanismo per i ritardi nei pagamenti rischia di saltare tutto». In pratica, il Comune di Perugia versa ogni anno 23 mila euro per il Jazz club e 20 mila per le Clinics. «Quando si è insediata la Severini – rivela Pagnotta – io sono subito andato a dirle che i pagamenti devono per forza arrivare entro i primi di settembre, anche perché altrimenti non posso andare alla Fondazione Cassa di risparmio per avere i 60 mila, pagati a consuntivo, che poi mi servono per la Clinics. Insomma, è tutto collegato e io figuracce con gli americani, che fanno arrivare centinaia di persone a Perugia ogni anno, non voglio farle».

Stagione cancellata E quest’anno, stando a Pagnotta, non sono ancora arrivati né i 20 né i 23 mila. «A questo punto, come ho sempre detto, non faccio la stagione. Io capisco le difficoltà di questi periodi, però poi quando vengo a sapere che per ‘bucciottate’ come Perugia 1416 si versano 190 mila euro, come ho letto in una interrogazione, allora mi arrabbio. L’assessore dice che a Perugia non c’è solo Pagnotta? Benissimo, facciano loro i concerti, se poi la gente si accontenta di artisti locali, rispettabilissimi, ma non di livello internazionale, va benissimo. Poi però non vengano a dire che vogliono Umbria jazz tutto l’anno».

Romizi fa confusione Pagnotta ne ha anche per Romizi. «Ho saputo che dopo il comunicato si è arrabbiato perché dovevo avvertirlo e ha detto che quest’anno voleva mettere più soldi per Umbria jazz e invece ora li darà alle scuole. Mi sta bene dare soldi alle scuole, magari gli dia anche quelli di ‘Perugia 1416’. Però devo dirgli una cosa: è in confusione perché non distingue Uj dal Jazz club Perugia che, come detto, sono cose ben diverse. Io mi rivolgo a lui per i contributi a Umbria jazz che vanno alla Fondazione, mentre per la stagione del Jazz club mi sono sempre rivolto all’assessorato alla Cultura. Lo facevo prima con Cernicchi, che si spendeva per farci avere il denaro in tempo, e lo faccio oggi con la ‘Signora 1416’, la quale invece scarica tutte le responsabilità sulla tesoreria». A chi gli chiede, quindi, se alla luce dei fatti sono a rischio dunque anche le Clinics, il direttore di Uj replica: «Lo chiederò alla Regione se vuole farle ed eventualmente sarà l’assessore Cecchini a trovare i soldi se il Comune di Perugia non vuole più metterli».

Comune aumenta fondi a Uj Dal Comune arrivano due tipi di replica. La prima, nella riunione di Giunta di mercoledì mattina, è una variazione di bilancio (Delibera numero 385 del 09/11/2016) che prevede un incremento di contributo a favore della Fondazione Umbria Jazz di ulteriori 20 mila euro, oltre i 50 mila già previsti.

Ritardi sulle fatture La seconda è una dura risposta a parole. «Ogni anno – si legge in una nota – l’ente eroga, in un’unica soluzione, sia il contributo per la stagione del jazz club (oltre 23 mila euro) che quello per le attività estive dell’Umbria jazz clinics (20 mila euro). Il cronico ritardo nella presentazione da parte degli organizzatori della documentazione riguardante le Clinics (fatture quietanziate), più volte sollecitata dagli uffici comunali e fornita, guarda caso stamattina, determina, fatalmente, un allungamento dei tempi nell’erogazione del contributo e certamente non il suo venir meno».

Polemica pretestuosa Per quanto riguarda il Jazz club, «dispiace apprendere – sottolinea Palazzo dei Priori – l’intenzione di interrompere tale iniziativa, sempre sostenuta nonostante il carattere di nicchia, volontà che nasce probabilmente da altre motivazioni già preannunciate da tempo ai molteplici soggetti coinvolti e non certo dal contributo del Comune di Perugia, sempre pronto a continuare a fare la sua parte come anche per tutte le attività delle Clinics e le altre manifestazioni musicali come Umbria jazz, per le quale non solo sono stati versati i 50 mila euro di contributo previsto, ma è stata già predisposta, per espressa volontà del sindaco, un’ulteriore erogazione di 20 mila euro, approvata questa mattina nella riunione di Giunta, prima ancora che, il direttore artistico di Umbria Jazz, tenesse la sua surreale conferenza stampa. Per cui – conclude la nota – nessun passo indietro da parte del Comune quanto, semmai, un impegno sempre più vigoroso e convinto che rendono la polemica ancor più sterile e amara per il suo carattere pretestuoso».

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2 replies on “Jazz club Perugia, Pagnotta attacca la ‘Signora 1416’: «Comune paga tardi». Replica: «Polemica pretestuosa”

  1. Ma questo signore non sa fare altro che lamentarsi e pretendere, pretendere, pretendere, sempre con la solita arroganza? Non dimentichiamo che tutto quello che ha organizzato è stato possibile grazie a finanziamenti pubblici (i nostri soldi!).

  2. Cara Pagnotta (gia il cognome la dice lunga).
    del suo jazz fatto di amici,clienti e parenti, possiamo anche farne a meno…
    grazie

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