Il maestro Franco Battiato (Foto Manti)

di M.Alessia Manti

– Non aspetto altro che vedere la versione lunga, quella di tre ore e cinquanta, forse quattro e mezzo!
– Ah sì? Che coraggio…
– Ma tu sei sensibile alla noia.
– No. Per esempio potrei guardare un mare per più di tre ore, senza annoiarmi.

Scene di (stra)ordinaria chiacchiera tra Enrico Ghezzi, papà di Blob e Fuori Orario, e il maestro Franco Battiato. Seduti su due belle poltrone rosse si scambiano pareri riguardo al regista premiato a Cannes Terrence Malick. «Ha fatto un’operazione da National Geographic. E poi Brad Pitt è un attore così bravo, sembrava Totò. Era come se avesse una protesi. Forse doveva accorciare il finale…».

Il film Succede all’IMMaginario (non)festival, davanti ad una platea di gente che ha atteso per più di un’ora, in compostissima fila e sfidando il freddo di una tipica serata autunnale perugina, di poter assistere a questo incontro al teatro Pavone.
Una chiacchierata sul cinema – l’occasione è la proiezione di “Niente è come sembra”, il film che il Maestro ha girato nel 2007 e in cui c’è un cameo di Ghezzi – sulla sperimentazione tecnica e i diversi registri d’immagine utilizzati nonché sui problemi della sua lavorazione. «E’ uno di quei film che dura quello che dura ma sembra di cinque ore. Il vero problema è questo» ride Battiato, ridono tutti al Pavone.

VIDEO – GUARDA L’INTERVISTA A BATTIATO

Niente è come sembra Un faccia a faccia ricco di spunti interessanti, su un costante filo dell’ironia intelligente,della meditazione mai banale e impreziosito dalla contrastante mimica dei due interlocutori. Ghezzi gesticola con ritmo veloce all’ombra della sua capigliatura scomposta. Il Maestro è invece sempre composto ma meno austero del solito, racconta aneddoti vissuti dietro la cinepresa, osando addirittura battute in romanesco. Ologrammi, riprese fatte quasi al buio in disaccordo con i tecnici del mestiere «perché ci sono degli imbrunire che meritano di essere immortalati a costo di rischiare che non si veda nulla», cambi di abito decisi in extremis. Battiato regista è coerente col Battiato musicista anche solo nell’intento. Ma magari proprio come lui ci ricorda «niente è come sembra».

La trama Riuniti in una casa per confrontarsi sulle domande più grandi che nessuno può eludere e alle quali nessuno può dare una risposta definitiva, come su un palcoscenico teatrale, i protagonisti del film di Battiato intraprendono un percorso, apparentemente irreale, che va contro tutto ciò che è imperante oggi – spettacolarizzazione, vacuità, possesso – alla ricerca di una spiritualità che è ancor più urgente ora di quanto non fosse in passato.

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