di Iv. Por.
«La vita culturale di Perugia non sono solo i grandi festival e se c’è qualcosa di cui non si sente il bisogno è di spocchiose lezioni». Non cita direttamente la polemica sul Festival del giornalismo, il sindaco Wladimiro Boccali, ma a sentire le sue parole non si può non pensare al polverone che si è alzato intorno al caso del momento.
Tremila abbonati Il contesto è quello della conferenza stampa al Teatro stabile dell’Umbria in cui sono stati illustrati, dal direttore Franco Ruggieri i dati, ancora provvisori, relativi alla Stagione di prosa del Teatro Morlacchi. «Al momento – ha detto Ruggieri – sono oltre tremila gli abbonati, ma la campagna abbonamenti continua e questo numero certamente aumenterà. Per il direttore del Teatro stabile, è importante che con 360 mila euro di incasso sia coperto, grazie all’autofinanziamento, il 60% dei costi della stagione. Come sono importanti le entrate derivanti dalle produzioni».
Non solo grandi eventi Commentando questi numeri, Boccali ha sottolineato come «il teatro Morlacchi pieno, un pubblico intergenerazionale, una serie di iniziative collaterali, anche con le scuole, sono il segno della ricchezza della vita culturale perugina, che non significa soltanto grandi eventi, ma anche una produzione ed un ‘consumo’ di cultura diffusi».
No a spocchiose lezioni Per il sindaco, «resta il fatto che è molto complicato governare in una situazione difficile come quella di oggi una eredità strutturata nel tempo e che è fatta di tante iniziative importanti». Difficile, in soldoni, trovare i fondi sufficienti per tutti. «L’unica cosa di cui non si avverte il bisogno – ha concluso – è qualche spocchiosa lezione». A Umbria24, Boccali precisa di non riferirsi direttamente agli organizzatori del Festival, ma a «giornalisti locali e nazionali, commentatori, politici e altri che hanno sentenziato le loro verità senza che a nessuno sia venuto in mente di approfondire la vicenda».
