Il progetto per restituire al suo antico splendore l’Arco etrusco, o Arco di Augusto, o Porta Pulchra, uno dei monumenti simbolo di Perugia, è pronto ed è stato presentato a Palazzo dei Priori. Sarà un progetto modello per la sua multidisciplinarietà, e nel cantiere lavoreranno fianco a fianco archeologi, storici dell’arte, restauratori ed ingegneri.
Check up completo L’Arco non avrà bisogno di interventi strutturali, se non per limitate situazioni locali. Insomma, dopo più di duemila anni la porta incastonata nelle poderose mura etrusche perugine regge bene il tempo e l’intervento sarà un check up completo ed accurato del monumento. Intanto – riferisce un comunicato di Palazzo dei Priori – è quasi terminato il restauro che si è reso necessario per mettere in sicurezza l’Arco che due anni fa aveva avuto problemi di distacco di frammenti lapidei, e sta dunque per partire il secondo stralcio, molto più complesso e costoso, che interesserà tutto il grandioso monumento.
Boccali e Cucinelli Nella Sala della Vaccara, con il sindaco Wladimiro Boccali c’era Brunello Cucinelli, l’imprenditore che ha finanziato l’intervento del secondo stralcio per complessivi un milione 320 mila euro. Presenti anche il direttore regionale per i beni culturali, Francesco Scoppola, e l’assessore Giovanni Tarantini, oltre ai tecnici che hanno progettato l’intervento, frutto della interazione tra Comune, Soprintendenza per i beni archeologici e Soprintendenza per i beni architettonici. Gli ingegneri Luigi Pigliautile e Massimo Mariani hanno illustrato il progetto.
Uno stimolo per la città Boccali ha sostenuto che «il restauro si inserisce in un percorso di ampio respiro: l’economia della conoscenza, della cultura, del patrimonio artistico come asse portante dello sviluppo». Ed è un segnale di ottimismo, per il sindaco, «il fatto che una delle imprese più importanti del territorio, ed un imprenditore illuminato, abbiano deciso di investire nella propria città. Il restauro dell’Arco è anche uno stimolo a lavorare per la qualità urbana nel suo complesso, ed in particolare per ragionare sul futuro, nel senso di una migliore fruibilità, di Piazza Grimana».
Cucinelli onorato «Onorato» di poter sostenere il monumento etrusco si è dichiarato Cucinelli, che ha ricordato come girando per il mondo si possa constatare «cosa si pensa dell’Italia. Sono tutti affascinati dal nostro Paese, che riesce a creare prodotti di grandissima qualità e possiede luoghi stupendi». Ed ha aggiunto che «serve coraggio» e che «bisogna credere nella bellezza». Una proposta è venuta dall’architetto Scoppola: Perugia ha i titoli per essere la capitale della Dodecapoli etrusca. «Non è una gara – ha spiegato – ma la considerazione che di quei centri della storia e della cultura etrusca Perugia è l’unico capoluogo regionale». Scoppola ha anche sostenuto la necessita che assieme all’attenzione per le necropoli ci sia anche attenzione per gli spazi dei vivi, ovvero le città.
In futuro la Rocca Paolina Tarantini, infine, ha ribadito che il restauro si inserisce nel sistema mura-città etrusca, da valorizzare nel suo insieme, anche se non si devono dimenticare altri pezzi importanti del patrimonio artistico perugino come la Rocca Paolina, per la quale allo stato non ci sono finanziamenti. «Ma si spera di poterli acquisire – ha detto Tarantini – attraverso un bando regionale».
Due stralci Il progetto definitivo di restauro dell’Arco Etrusco prevede due stralci: il primo (per circa 150 mila euro) interessa la parte tergale dell’Arco, lato via Ulisse Rocchi, ed il sottoarco. Su queste parti era necessario intervenire in modo sollecito dopo i problemi di piccoli distacchi lapidei verificatesi due anni fa. I lavori sono attualmente in corso, ma in via di ultimazione. Il secondo stralcio funzionale è quello che riguarda l’intervento complessivo di restauro dei paramenti murari dell’Arco Etrusco, per un importo di 1,1 milioni di euro (più Iva). Il restauro interessa la facciata della porta e i bastioni, per un totale di circa 1.400 metri quadrati, esclusi il retroprospetto e il sottarco, oggetto del primo stralcio. Sono stati eseguiti i rilievi plano-altimetrici e tematici, le indagini strutturali, le verifiche statiche, le mappature del degrado e delle fasi cronologiche di costruzione e di restauro, propedeutiche all’intervento complessivo. Il restauro, comprendente la rimozione della vegetazione infestante, la pulitura delle superfici, la rimozione delle patine e dei depositi dovuti ad agenti inquinanti, la stuccatura e le integrazioni delle grandi lacune, si configura, essenzialmente, come operazione manutentiva che migliorerà sia la conservazione del monumento sia il suo aspetto, senza modificarne sostanzialmente l’immagine storica consolidata nel tempo.
Perugia Etrusca L’Arco Etrusco tra le sei porte cittadine è l’unica a non aver subito forti modifiche, se non per la costruzione, nel torrione di sinistra, di una graziosa loggia rinascimentale, oggi sede della Soprintendenza, e della fontana in basso, aggiunta nel Seicento. Il materiale utilizzato è il travertino, roccia calcarea di formazione recente, facile da tagliare e lavorare, ma piuttosto resistente all’azione disgregatrice degli agenti atmosferici. Il restauro dell’Arco si inquadra nel più generale progetto di valorizzazione della cinta muraria etrusca e della candidatura di Perugia Etrusca a far parte dei siti Unesco, per la quale il Comune sta da tempo lavorando.




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