La celebrazione della riapertura al culto della Cattedrale

Ci sono voluti quasi tre anni per riportare la concattedrale dei Santi Gervasio e Protasio a tutto il suo splendore. Al suo interno si trovano importanti capolavori del grande maestro rinascimentale Pietro Vannucci, detto il “Perugino”, e della sua Scuola. Nel periodo di chiusura sono stati effettuati complessi lavori di consolidamento strutturale e restauri (qui una loro descrizione). Nel pomeriggio dell’antivigilia di Natale l’arcivescovo Gualtiero Bassetti, prima di raggiungere in corteo la concattedrale, ha fatto gli “onori di casa” nel palazzo del Vescovado, anch’esso recentemente restaurato.

Arte e passione La riapertura è un «dono della Provvidenza», secondo Bassetti. «L’Archidiocesi di Perugia-Città della Pieve è dotata di un patrimonio artistico, culturale e religioso da rivisitare costantemente – ha proseguito durante l’omelia – e che sottolinea, anche nel caso di questa stupenda concattedrale dei Santi Gervasio e Protasio le antiche tradizioni civili e cristiane della nostra Umbria – e sono contento che sia qui con noi la nostra presidente della Regione -, in questo caso strettamente collegate con quelle della vicina Toscana. Si tratta di ricchissime riserve di genialità nei vari campi dell’espressione umana che occorre coltivare ed incrementare». Per questo motivo, ha evidenziato l’arcivescovo, «questo restauro è stato fatto proprio con passione. Ma attenti, non basta fare dei nostri tesori artistici – e Città della Pieve lo sappiamo bene è una città d’arte – degli oggetti soltanto di contemplazione retrospettiva, ma occorre vedere nei tesori ambientali, culturali, artistici che noi abbiamo una viva sorgente di ispirazione e di impegno non solo per il passato, ma soprattutto per l’oggi. Altrimenti noi ci ridurremo tutti ad essere dei custodi di musei e basta. Occorre rivivere ed emulare nel presente la grandezza spirituale di un tempo al di là di ogni criticismo sterile o visione opaca della realtà».

Un tempio, non un museo «Questo è un tempio e non è un museo, ma è il tempio dove la bellezza ispira delicatezza alle nostre scelte e alla nostra vita». Lo ha detto aprendo la concelebrazione il parroco don Aldo Gattobigio, con voce molto commossa: «Siamo entrati – ha detto – in questo luogo santo per vivere un momento di gratitudine, gioia e santità. Un saluto speciale al nostro arcivescovo per quanto amore e attenzione, passione e fatica al momento giusto ha speso nel cammino del restauro di questa nostra concattedrale, dall’inizio alla fine dei lavori. Quello che oggi inauguriamo, apriamo ai fedeli e ai visitatori, è un tempio, una casa, un luogo pubblico per incontrarsi. Per tutti in questo luogo equilibrato ed armonioso c’è posto. Ci troviamo in un luogo di preghiera, di culto, di bellezza che ci accoglie e dove si può stare bene insieme. Grazie alla mia famiglia, alla nostra famiglia parrocchiale, della città, della regione, dell’Italia, del mondo, della Chiesa, perché il senso della famiglia aggrega le persone e le arricchisce di una forza di coesione, di fraternità: un’energia nuova che non si può distruggere e disperdere».

La città festeggia Il sindaco Riccardo Manganello si è detto «orgoglio e commosso di rappresentare l’Amministrazione comunale in questo giorno di festa. Città della Pieve annoterà questa domenica di Avvento come una data memorabile per tutta la comunità cittadina. Se la preparazione e la consapevolezza sono l’essenza del periodo che precede il Natale, quest’anno, per Città della Pieve, a questi sentimenti si è unità l’attesa di un evento legato alla propria stessa nascita come comunità. La città festeggia e celebra, con la riapertura al culto e l’inaugurazione delle opere di restauro del duomo, la rinascita di un luogo di straordinaria importanza, che riscopre e rivela, innanzitutto a noi pievesi, l’origine della nostra storia, avendo riportato alla luce non solo il ricordo, ma le vestigia tangibili dell’antica “pieve” che ha identificato da sempre la nostra comunità. Questo luogo è dunque il nostro punto di partenza: le vicende sociali, culturali, artistiche di Città della Pieve trovano qui il loro fulcro».

Tappa obbligata per i turisti La presidente della Regione Catiuscia Marini, ai microfoni di «Umbria Radio», ha messo in risalto proprio l’importanza della collaborazione tra lo Stato e la Chiesa per la tutela e la salvaguardia del vasto patrimonio storico ed artistico che l’Umbria custodisce e valorizza, anche in tempi difficili e di crisi come gli attuali, dove le risorse per i Beni culturali sono sempre meno, ma che in futuro, spera la presidente, «si possa riaprire un canale importante di finanziamento e di collaborazione». La stessa Marini, commentando l’evento della riapertura della concattedrale di Città della Pieve, ha detto: «E’ un duomo molto importante sia per la funzione strettamente religiosa e spirituale per la comunità locale che per essere un bene culturale di straordinario valore per l’intera Umbria, perché ci sono le opere, in particolare, di Pietro Vannucci. Il lavoro di recupero e restauro fatto alla concattedrale di Città della Pieve ne hanno restituito lo splendore architettonico e la valenza artistica. Da oggi questo luogo ritorna ad essere tappa dei principali itinerari turistici e di attrazione turistica della nostra regione; quindi – ha sottolineato la presidente Marini –, fede e cultura unite insieme».

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