Laura Boldrini all'Ijf14 (Foto Fabrizio Troccoli)

di Iv. Por.

Fare le riforme e la legge elettorale, dare incentivi alle imprese che non delocalizzano e sbagliano quelli che dicono che detesti il Movimento 5 stelle. La presidente della Camera, Laura Boldrini, ha risposto a tutto campo durante l’intervista con la giornalista Alessandra Sardoni, durante il Festival internazionale del giornalismo di Perugia.

BOLDRINI ALL’IJF14: FOTOGALLERY

Riforme imperative Per Boldrini è un «imperativo» fare le roforme. «Sarebbe poco accorto entrare nel merito – ha detto – ritengo però che il bicameralismo perfetto non funzioni, è un sistema molto lungo nei tempi, farraginoso, che non riesce a dare risposte nei tempi utili. E’ un imperativo che ci debba essere una riforma, non dico quale ma ci deve essere».

Legge elettorale Sulla legge elettorale, «noi l’abbiamo approvata, ora è al Senato. Io spero che vi vengano apportate migliorie, spero che i cittadini possano scegliere quanto più possibile i loro eletti. La Corte costituzionale – ha spiegato Boldrini – non ha dichiarato il Parlamento illegittimo, anzi lo ha esortato ad apportare cambiamenti alla legge elettorale. Io non ritengo il Parlamento illegittimo. Le riforme e la legge elettorale sono due priorità assolute non potremmo presentarci davanti ai cittadini senza aver fatto questo lavoro». In merito alla par condicio, per la presidente « è una logica che non funziona, non ha mai funzionato. Più la politica fa un passo indietro dall’informazione a tutti i livelli – ha aggiunto – e meglio è».

Salario minimo e delocalizzazione Boldrini ha parlato anche di economia. La presidente si è detta favorevole al salario minimo: «se si stabilisse una base sotto cui non si può andare questo aiuterebbe. Là dove c’è una soglia minima è stato per aiutare i consumi interni, penso che possa essere una buona idea». Boldrini poi farà «di tutto» perché l’Italia recepisca le direttive europee in materia di delocalizzazione e arginamento delle gare al massimo ribasso. «La delocalizzazione – ha rimarcato – fa male due volte, noi dovremmo usare la globalizzazione per esportare la tutela dei diritti visto che questo ci contraddistingue nel mondo: Europa uguale diritti, welfare, stato sociale. Oggi invece noi stiamo accettando proprio una gara al ribasso, come dire: noi non siamo più in grado esportare i diritti, noi importiamo l’erosione dei diritti». Così, per Boldrini «noi perdiamo terreno. Invece dovremmo cercare di arginare questo fenomeno cercando di dare aiuti a quelle aziende che non accettano questo tipo di ragionamento e rivedere nel pubblico anche le gare al massimo ribasso. Vi anticipo – ha annunciato – che ci sono 3 o 4 direttive europee che saranno presto recepite nel nostro ordinamento per porre un argine a questo e per riaffermare la dignità del lavoro perché l’Europa non può permettersi di smantellare la dignità del lavoro e l’Italia per prima, essendo una Repubblica basata sul lavoro. Quindi – ha aggiunto – io farò di tutto perché quelle direttive potranno essere recepite e quindi cercherò di calendarizzare quando sarà il momento il recepimento di quelle direttive».

Lavoro Sul jobs act: «Non voglio entrare adesso nel merito del provvedimento che non è neanche terminato, penso però che il lavoro sia l’emergenza più grave del nostro paese, lo è da qualche anno e credo che bisogna dare delle risposte adeguate per integrare nel mondo produttivo i giovani e le donne, che sono i grandi esclusi. Il Pil aumenta – ha aggiunto Boldrini – quando le donne producono, quando le donne lavorano, la produttività beneficia della presenza femminile così come della presenza dei giovani. C’è bisogno di più investimenti in questo e un cambiamento culturale: donne e giovani – ha concluso la presidente della Camera – sono le grandi risorse del nostro paese».

Polemiche a 5 stelle In merito alle polemiche con il Movimento 5 stelle, ha detto che «pensare che li detesti è un’illazione, non fa parte della mia cultura detestare, io ho la cultura della pace, del confronto, della mediazione. Io non ho bisogno di un nemico per esistere – ha aggiunto – io esisto perché ho i miei valori». E sulla proposta di Di Maio di cambiare le regole di accesso per giornlisti e lobbisti a Montecitorio: «Finché sarò io presidente della Camera i giornalisti non avranno nessuna restrizione. Io per 25 anni ho lavorato fianco a fianco con inviati, giornalisti persone che rischiano la propria vita per informare. Io considero la libertà di espressione un valore assoluto, io so cosa significa vivere in paesi dove quella libertà non c’è».

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