«Citata a giudizio per un danno patrimoniale da 350 mila euro relativamente a fatti avvenuti nel 2008, quando Giannini era rettore dell’Università per Stranieri di Perugia». Il riferimento da parte dei parlamentari umbri del Movimento 5 Stelle, Filippo Gallinella, Tiziana Ciprini e Stefano Lucidi è al ministro dell’Istruzione Stefania Giannini da loro definito «disastroso». «Oltre ad essere la principale responsabile di uno dei provvedimenti più osteggiati della storia recente della Repubblica – affermano – il Ddl Istruzione, adesso finisce sotto la lente della Corte dei Conti, nell’ambito di un’inchiesta che coinvolge 13 persone».
M5s all’attacco «Dal punto di vista legale, la Corte dei Conti svolgerà in autonomia il suo lavoro ma politicamente, per quanto ci riguarda, la bocciatura nei confronti del titolare del Miur è inevitabile alla luce di una serie impressionante di questioni che la vedono protagonista in negativo». «Giannini – attaccano i parlamentari M5s – quando era rettore a Perugia, si rese protagonista due altri due casi sgradevoli: il noleggio da 16 mila euro di un aereo privato Falcon, a spese dell’Ateneo, per trasportare se stessa e Roberto Benigni a Bruxelles, dove era prevista una manifestazione culturale, e la consulenza da 40 mila euro, senza gara, a un architetto al quale era stato affidato il compito di restaurare una parte dell’università perugina. Quell’architetto, Puccetti, era lo stesso che aveva restaurato la villa di Famiglia di Giannini, a Marina di Pietrasanta. Serve altro? Giannini – concludono Gallinella, Ciprini e Lucidi – si dovrebbe dimettere non solo da ministro, ma a tutto campo».
