Per la Procura di Spoleto la morte del 98enne non è stato un omicidio preterintenzionale. A quasi due anni dal decesso dell’anziano, avvenuto il 18 agosto 2024, la Procura di Spoleto ha chiesto il rinvio a giudizio per lesioni gravi e violenza privata della coppia di vicini di casa del pensionato, entrambi poco più che 40enni, a carico dei quali era stato inizialmente ipotizzato il reato di omicidio preterintenzionale. La coppia è comunque accusata di aver aggredito il 98enne il 12 agosto 2024, ossia circa due mesi prima del decesso, ma al termine delle lunghe indagini non si è evidentemente ritenuto sussistente il nesso di causalità tra l’episodio violento e la morte del pensionato.
In questo quadro, la Procura di Spoleto per la coppia, difesa dagli avvocati Laura Fiorani e Maria Antonietta Nardella, ha chiesto il processo per lesioni gravi pluriaggravate ai danni del 98enne. L’anziano, questa la ricostruzione degli inquirenti, che sul caso hanno indagato con gli uomini del commissariato di Spoleto, sarebbe stato colpito al volto e ferito al naso, avrebbe quindi finito col perdere l’equilibrio, sbattendo il viso sulla ringhiera delle scale e riportando un trauma cranio facciale con lesioni giudicate guaribili con prognosi superiore ai 40 giorni.
A pesare sulla decisione della Procura di Spoleto di non procedere con l’ipotesi iniziale dell’omicidio preterintezionale è stata verosimilmente la consulenza del medico legale, che ha eseguito l’autopsia e ricostruito le cure ospedaliere a cui è stato sottoposto tra Spoleto e Terni il 98enne a seguito dell’aggressione, nell’ambito delle quali l’anziano ha anche parlato di cadute accidentali, oltreché dell’episodio violento. In questo senso, l’emorragia cerebrale, individuata come causa di morte dell’anziano, viene considerata come evoluzione della lesione rilevata nelle ore successive all’aggressione.
Tuttavia, particolare rilievo sembra assumere anche il rifiuto del pensionato all’intervento chirurgico di evacuazione dell’ematoma, che il personale della Neurochirurgia di Terni gli ha invano proposto il 3 agosto 2024 in presenza del figlio, individuato nel procedimento come parte offesa e rappresentato dall’avvocato Pietro Morichelli. La coppia di 40enni comparirà a fine gennaio davanti al gup del tribunale di Spoleto Elisabetta Massini, che dovrà decidere sulla richiesta di rinvio a giudizio.
