Tutto è nato dal furto di una bicicletta, ne è scaturito lo scoprire un reato dopo l’altro. Episodi diversi, ma collegati tra di loro, quelli scoperti dalla polizia ferroviaria guidata dal comandante Alessandro D’Antoni.
Catena di reati Il primo passo l’ha compiuto un cittadino che si è recato presso gli uffici Polfer per denunciare il furto di una bicicletta, parcheggiata in stazione, innescando così gli accertamenti del caso. Un’indagine rapida ed efficace, che nel corso del suo svolgimento ha avuto una estensione con il secondo protagonista: un viaggiatore che ha rifiutato di essere identificato. In quel frangente c’è la svolta: gli agenti notano, infatti, transitare due persone riconoscendo il sospettato per il furto della bicicletta. Tutti e due vengono fermati per accertamenti, dai quali emerge come l’uomo in compagnia del sospettato era, a sua volta, ricercato in quanto inottemperante a un ordine di espulsione del questore. Alla fine sono tre i reati contestati: oltre quest’ultimo, quello di rifiuto di indicare le proprie generalità e il furto aggravato della bicicletta. Il colpo di scena finale ha riguardato la vittima del furto: anche lui è risultato essere persona da ricercare in quanto destinatario di una notifica per il reato di danneggiamento aggravato.
