«Umbraflor ha portato via dal vivaio di Capezzano un elevato numero di piantine tartufigene». È destinato a far discutere il presunto prelievo compiuto nei giorni scorsi dal personale del vivaio regionale che recentemente ha preso in gestione, attraverso un protocollo d’intesa firmato con palazzo Donini, il sito di Spoleto.
Umbraflor si prende le tartufigene Il caso non è passato inosservato in Comune dove già da tempo il consiglio comunale monitora con attenzione gli sviluppi sull’attività del vivaio, da trentanni centro di sperimentazione e ricerca, tanto da essere unanimemente considerata un’eccellenza spoletina per la produzione di piantine tartufigene e di olivo. In questo senso l’ufficio di presidenza del consiglio comunale e tutti i capigruppo hanno chiesto all’assessore Fernanda Cecchini la convocazione in tempi brevi di un incontro.
Capezzano in comodato d’uso gratuito? Al centro del tavolo proprio il presunto prelievo di piantine tartufigene, fiore all’occhiello del vivaio di Capezzano, di cui non è nota la motivazione né quindi la destinazione. Non solo, nel mirino del consiglio comunale anche la tipologia contrattuale con cui Umbriaflor gestirebbe il sito di Spoleto. In particolare, sembrerebbe che l’srl della Regione usufruisca dell’intera struttura di Capezzano in comodato d’uso gratuito.
Capigruppo Spoleto chiedono incontro a Cecchini Un dettaglio, questo, su cui capigruppo e ufficio di presidenza chiederanno lumi all’assessore Cecchini, considerando che per decreto legge (78/2010) è vietato agli enti pubblici concedere immobili di proprietà con la formula del comodato d’uso gratuito. Che Spoleto non abbia affatto digerito il protocollo d’intesa siglato tra Regione e Umbriaflor non è una novità, del resto l’assessore comunale all’ambiente, Vincenza Campagnani, già all’indomani della firma bollò la soluzione come una «pezza politica».


