di Francesca Marruco
«E’ stato un anno tranquillo, si è visto un bricioletto di ripresa. Abbiamo avuto un piccolo aumento di alcuni ricorsi e questo avviene quando le amministrazioni lavorano». E per il presidente del Tar dell’Umbria Cesare Lamberti, le amministrazioni locali sono «molto corrette», che «lavorano mediamente molto bene sia a livello locale che generale: abbiamo – ha spiegato – amministratori preparati e seri e complessivamente molto corretti».
Neanche un’auto Il quadro che il presidente Lamberti traccia è dunque piuttosto positivo, «noi non abbiamo problemi di personale» dice, e «quando ci hanno chiesto indietro la macchina blu, che poi era grigia, l’abbiamo consegnata indietro perché tanto la portavamo a fare qualche giro perché nessuno la usava mai, e adesso non ne abbiamo nessuna». Insomma, se non ci fosse quella competenza di Perugia su Roma per la legge Pinto ( che risarcisce il cittadino per le lungaggini del processo) e che crea qualche problema anche a palazzo Fiorenzi – « non ci sono i soldi per pagare gli indennizzi e molto spesso diventa la legge Pinto della legge Pinto» – il quadro sarebbe totalmente positivo.
Nuova amministrazione A partire quindi dal «briciolo di ripresa» che vede «dai ricorsi sugli appalti», perché, «ormai ricorrere ha dei prezzi proibitivi, quindi chi ricorre significa che ha interesse a lavorare». Il presidente, che precisa di parlare «da cittadino e non da magistrato», parla anche della nuova amministrazione perugina e dice: «Da un punto di vista di giustizia amministrativa, ancora non abbiamo percepito il cambiamento. Ma tutti sappiamo che c’è un nuovo sindaco, quindi, come ogni amministrazione nuova, cercherà di introdurre idee diverse che sono il programma elettorale. Abbiamo visto già delle piccole cose ma significative, ad esempio si sta affrontando il problema del centro storico cittadino, però abbiamo visto dei segnali positivi. Quindi questa voglia di rinnovamento c’è».
Numeri Le controversie risolte nel merito sono state 289, di cui 156 con sentenza di accoglimento 133 di rigetto. Sempre in sede collegiale sono state emanate 288 sentenze di rito e 12 parziali, 7 decreti e 43 ordinanze. Il tutto per 639 provvedimenti decisori in via definitiva. In questi provvedimenti sono comprese anche le sentenze introitate in camera di consiglio, di cui 1 in tema di accesso, 3 di silenzio rifiuto e 219 di ottemperanza, di cui 199 riguardanti la legge Pinto. Delle sentenze di rito, 12 dichiarano il difetto di giurisdizione e concernono il recupero dei contributi regionali e le controversie di lavoro pubblico. Alle sentenze vanno aggiunti 143 ordinanze cautelari e 31 decreti cautelari monocratici. Il numero delle domande di sospensione esaminate è pari a 313 alle quali si sommano le 23 istanze cautelari contenute nei motivi aggiunti. Il totale di 336 istanze cautelari esaminate, più del doppio di quelle decise, dimostra la funzione della fase cautelare anche di primo contatto fra le parti e il giudice e ne testimonia la necessità affatto percepita dal Codice del processo.In tutto i fascicoli esaminati nel corso delle 20 udienze ordinarie e 3 straordinarie sono stati 938, di cui 411 di merito, 265 di rito camerale e 313 di sospensiva.Considerati gli 861 ricorsi in ingresso, la pendenza complessiva d’archivio a fine anno 2014 è pari a 2740 fascicoli dai quali vanno sottratti i 755 ricorsi definiti con provvedimento in corso d’anno. Della giacenza così determinata, pari a 1985 fascicoli in attesa di definizione, è bene considerare che 476 si riferiscono a ottemperanze da eccesiva durata del processo pervenuti in corso d’anno e 381 riguardano l’estinzione del processo per perenzione, ancora da dichiarare. «Di fatto – spiega il presidente nella relazione -, l’effettiva domanda di giustizia si attesta su 385 ricorsi, tanti per un Collegio di soli tre magistrati ma pochi per la Regione nel suo insieme, a testimonianza di un’amministrazione complessivamente sana ed equilibrata».
Le materie Se si esclude il “picco” delle esecuzioni dei decreti di equa riparazione, l’edilizia rimane la materia con i maggiori ingressi, 108 ricorsi, staccata di varie lunghezze dagli appalti e dal pubblico impiego, rispettivamente con 37 e 36 ricorsi. Nell’edilizia, l’impugnazione dei provvedimenti in materia di abusivismo e di nuova edificazione prevale su quelli della pianificazione urbanistica, segno questo della grande attenzione delle amministrazioni locali per l’attività edificatoria spesso poco significativa e della scarsa progettualità del territorio già evidenziata nell’anno precedente.
Nel pubblico impiego e negli appalti continua la “stagnazione” registrata negli anni precedenti, cagionata dall’incertezza della giurisdizione e dal costo del processo assolutamente sproporzionato all’entità delle questioni trattate oltre alle incertezze giurisprudenziali che introducono elementi di rischio contrastanti con la certezza che la materia richiede. Sensibile è stato anche il calo degli ingressi nella materia degli esercizi farmaceutici, dimezzatisi a 4 ricorsi proposti durante l’anno dagli 8 di quello passato. Resta positivo il bilancio nell’area sociale, caratterizzato da un incremento di 15 ricorsi in materia di sicurezza pubblica rispetto ai 24 ricorsi dell’anno precedente e da un decremento dei ricorsi proposti dagli stranieri, passati da 41 a 30, quasi tutti in ambito di emersione dal lavoro irregolare. Indici entrambi dell’attenzione da parte delle Forze dell’ordine e della prevenzione più efficacemente perseguita. Che, nonostante le elezioni svoltesi in diversi comuni, siano stati proposti solo 5 ricorsi, appena 3 di più rispetto all’anno precedente, dimostra ancora una volta la correttezza della politica nella Regione.
Marini «Il ruolo della Regione non va interpretato solo in funzione delle sue competenze amministrative, ma anche – e soprattutto – in quanto ente con poteri legislativi che noi abbiamo inteso svolgere al fine di ridurre notevolmente il rischio di contenzioso amministrativo, ciò attraverso una forte e radicale azione di semplificazione legislativa». E’ quanto ha affermato la presidente della regione Umbria, Catiuscia Marini, nel corso del suo saluto alla cerimonia di inaugurazione, a Perugia, dell’Anno giudiziario del Tribunale amministrativo regionale. «Nel corso di questa legislatura – ha ricordato la presidente – abbiamo, infatti, svolto una azione sistematica volta a riordinare e semplificare la legislazione regionale, attraverso l’adozione di ‘testi unici’ in materie rilevanti dove spesso si verifica un significativo contenzioso amministrativo». La presidente ha quindi citato l’adozione di testi unici per ciò che riguarda gli ambiti del commercio, del turismo e in particolar modo quello relativo a tutta la materia dell’urbanistica e del governo del territorio.
