Ora sarebbe colpa del gruista e non più del saldatore se quel maledetto 25 novembre 2006 un silos di Umbra Olii esplose uccidendo quattro operai di una ditta che stava compiendo dei lavori. E’ la nuova tesi della difesa di Giorgio Del Papa, l’imputato del processo che si sta celebrando a Spoleto.
Oltre a presentare una nuova istanza di ricusazione, la difesa attraverso tre consulenti ha presentato un plastico con cui è stato ricostruito quanto accaduto sul silos 95. Finora la tesi difensiva era che fu la scintilla di chi in cima saldava la nuova passerella a innescare l’esplosione. A sorpresa, invece, ieri il professor Paolo Cardillo ha ha detto che non vi sarebbe stata alcuna scintilla. Quindi a provocare l’eplosione, secondo il perito, sarebbe stata la gru, che avrebbe agganciato la passerella e l’avrebbe tirata verso l’alto. Ad avvalorare questa ipotesi alcuni fotogrammi delle telecamere interne al sito. Quindi la “colpa” ricadrebbe automaticamente su Klaudio Dimitri, l’unico operaio superstite. Secondo i consulenti dell’accusa, invece, il problema sarebbe stato strutturale, cioè in come erano costruiti i silos. Il 25 gennaio prossimo i consulenti del pm potranno comunque replicare a quelli di Del Papa.
