di C.F.
Twitter @chilodice 

Slitta all’8 novembre il pronunciamento dei giudici di secondo grado sul rogo dell’Umbria Olii. Unico imputato Giorgio Del Papa, ex amministratore dell’azienda di Campello sul Clitunno, assente in aula e già condannato a 7 anni e 6 mesi dal tribunale di Spoleto per l’omicidio colposo plurimo di Giuseppe Coletti, Vladimi Todhe, Tullio Mottini e Maurizio Manili, i quattro operai che persero la vita nella tragica esplosione del 25 novembre 2006.

Pm Mignini: «Confermare sentenza primo grado» Venerdì davanti ai giudici della Corte d’Appello di Perugia (presidente Belardi, a latere Veranucci e Ricciarelli) il sostituto procuratore Giuliano Mignini al termine della requisitoria ha chiesto al collegio la conferma della sentenza emessa dal giudice monocratico Alberto Avenoso, mentre gli avvocati Giuseppe La Spina e Giuseppe Valentino, che assistono Del Papa, hanno richiesto una nuova perizia per accertare le cause dell’esplosione. I giudici dovranno decidere se riaprire l’istruttoria oppure riunirsi in camera di consiglio per la pronuncia.

Difesa: «Nuova perizia» L’impianto difensivo resta quello sostenuto a partire dal marzo 2011, quando i legali avanzarono la tesi che a causare l’incendio sia stata una manovra errata del gruista, Klaudio Demiri unico superstite, che avrebbe tirato indietro il braccio del mezzo quando risultava ancora agganciato alla passerella che la squadra di operai doveva installare.

La sentenza di pimo grado Nelle motivazioni della sentenza di primo grado il giudice Avenoso ha scritto: «I componenti della ditta Manili specializzati nella costruzione di silos e carpenteria metallica e il gruista in particolare, non potevano avere cognizione specifiche in tema di interazioni tra il surriscaldamento del metallo del serbatoio, per effetto di una sua eventuale torsione o di uno strappo, e l’olio di sansa grezza contenuto al suo interno, ai fini del raggiungimento delle temperature dell’autoaccensione. E d’altra parte – prosegue Avenoso – a prescindere dalla cognizione degli operai se Del Papa avesse effettivamente provveduto a svuotare i serbatoi avremmo a questo punto ragionato non su un disastro di immani proporzioni bensì sul semplice danneggiamento meccanico di un silos»

Questo contenuto è libero e gratuito per tutti ma è stato realizzato anche grazie al contributo di chi ci ha sostenuti perché crede in una informazione accurata al servizio della nostra comunità. Se puoi fai la tua parte. Sostienici

Accettiamo pagamenti tramite carta di credito o Bonifico SEPA. Per donare inserisci l’importo, clicca il bottone Dona, scegli una modalità di pagamento e completa la procedura fornendo i dati richiesti.