Grande commozione per i funerali del piccolo Filippo

di Barbara Maccari

Davanti all’altare la piccola bara bianca, contornata da tantissimi fiori, sopra una maglia ed una sciarpa da calcio, perché Filippo era appassionatissimo di pallone, e tutto intorno tanto dolore da parte di papà Marcello, dirigente di una nota azienda del luogo, di mamma Sonia, infermiera, della sorella maggiore Giulia e dei nonni. Si sono svolti in un clima quasi irreale nella chiesa parrocchiale di Niccone, frazione di Umbertide, i funerali del piccolo Filippo Alunni, stroncato a soli dieci anni da una meningite fulminante. Tutto il paese si è unito attorno alla famiglia sconvolta dal dolore.

La beffa del destino La chiesa era gremita di persone, soprattutto bambini amici di Filippo in tenuta da calcio, e compagni di scuola della sorella maggiore, Giulia, oltre a tanti adulti legati alla famiglia altotiberina caduta nella disperazione. Filippo aveva fatto domenica scorsa la prima comunione, ed era finalmente in vacanza, pronto a godersi un’estate di divertimenti ma il destino ha giocato contro di lui ed è volato in cielo a soli dieci anni stroncato da un attacco di meningite, inutile il tentativo di salvarlo all’ospedale Meyer di Firenze.

La frase di Filippo La messa, celebrata dal vescovo, monsignor Domenico Cancian, e da don Graziano, parroco del Niccone, si è svolta in una chiesa stracolma di persone e di commozione, ma anche di tanta amarezza per la scomparsa di una giovane vita in un modo così assurdo ed incredibile. All’inizio della funzione ha preso la parola don Graziano, visibilmente provato, il parroco ha ancora negli occhi e nella mente le immagini, i colori ed i suoni della festa di domenica scorsa, quando si sono svolte le comunioni. «Non ci sono parole giuste per dare sollievo alla famiglia, non ci sono più lacrime per questa tragedia. La settimana scorsa in occasione della comunione i ragazzi hanno scritto i loro pensieri aiutati dai catechisti e Filippo alla domanda come ti senti, dopo aver ricevuto il sacramento ha scritto: “Bene, mi sono tolto un gran peso e ringrazio tutta la mia famiglia che mi ha sempre sostenuto e non mi ha fatto mancare mai niente”».

Non perdere la speranza Nell’omelia il vescovo ha cercato di confortare la famiglia del piccolo, esortando i suoi cari a pregare: «Le parole in questi casi non bastano – ha detto monsignor Cancian – dobbiamo solo fidarci del Signore, perché lui sa cosa è giusto e cosa è sbagliato, dobbiamo credere nei suoi progetti, anche ora che ha chiamato a sé Filippo, lassù in paradiso. So che in questo momento sembra tutto difficile ma non dovete perdere la speranza, preghiamo tutti insieme e cerchiamo di comprendere il vero significato del Padre Nostro».

Quei palloncini bianchi Il momento più commovente della cerimonia, dopo la comunione, quando papà Marcello bacia la bara di suo figlio, ancora incredulo, e mamma Sonia fissa il feretro avvolta in un fiume di lacrime con lo sguardo perso nel vuoto e la sorella di Filippo, Giulia, commossa viene abbracciata dai genitori. Al termine della cerimonia tutti gli amici di scuola ed i compagni di calcio di Filippo hanno fatto volare in aria palloncini bianchi con dediche, messaggi per il loro amico volato lassù in alto nel cielo.

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