Obi, il cuoco 21enne ucciso e fatto a pezzi

di Chiara Fabrizi

Una fiaccolata per ricordare Bala Sagor, per tutti Obi, il richiedente asilo bengalese ucciso e fatto a pezzi a 21 anni da Dmytro Shuryn, il cuoco ucraino di 33 anni che venerdì scorso ha confessato il delitto, compiuto per debito di gioco di nemmeno 200 euro che non riusciva a restituire a Obi, come ha detto in sede di udienza di convalida del fermo per omicidio volontario, distruzione e occultamento di cadavere.

L’iniziativa commemorativa è stata organizzata dal Comune di Spoleto, cittadina in cui Obi viveva dal 12 giugno 2023 e dove lavorava ormai da quasi due anni, prima come lavapiatti poi come aiuto cuoco, in un ristorante del centro storico “Il tempio del gusto”. E proprio davanti al locale in cui si dava da fare sia a pranzo che a cena, quindi in piazza Fontana, il il 21enne sarà ricordato il prossimo 2 ottobre alle 18:30. Durante l’iniziativa organizzata dal Comune di Spoleto, a occuparsene è l’assessore Luigina Renzi, saranno anche raccolti fondi in favore della famiglia di Obi, che si trova in Bangladesh e a cui il ragazzo inviava regolarmente i propri risparmi.

Non è per ora chiaro se i familiari del 21enne vittima dell’efferato omicidio intendano riportare in Bangladesh il corpo di Obi, un’operazione che richiederebbe eventualmente uno sforzo economico con ogni probabilità per loro insostenibile. Su questo, comunque, elementi più certi potranno emergere all’esito dell’autopsia che il medico legale dovrà compiere nei prossimi giorni sul corpo del ragazzo. La salma è infatti ancora a disposizione della Procura di Spoleto, con gli inquirenti che soltanto venerdì scorso, guidati da Dmytro Shuryn, sono riusciti a raggiungere e recuperare tutti i resti di Obi che il reo confesso aveva gettato tra la strada comunale di Monteluco e il Giro dei Condotti.

In una nota del Comune di Spoleto si legge che la «tragica morte di Bala Sagor ha scosso l’intera comunità spoletina, generando profondo dolore e sconcerto», col sindaco Andrea Sisti che dice: «A nome mio personale, dell’amministrazione comunale e di tutta la città di Spoleto, esprimo vicinanza e partecipazione al dolore della sua famiglia, dei suoi amici e di quanti lo conoscevano. Non ci sono ovviamente parole che possano lenire la sofferenza per una vita spezzata con così tanta brutalità». Il primo cittadino poi parla dell’omicidio come di un «orrendo episodio che richiama tutti noi a riflettere sul valore della vita, della dignità e del rispetto reciproco: è un momento che impone solidarietà, coesione e impegno comune affinché gesti così efferati non si ripetano più». Dal sindaco di Spoleto arrivano anche i «ringraziamenti alle forze dell’ordine, alla Procura e a tutte le autorità per il rigore e la dedizione con cui hanno condotto le indagini, al fine di assicurare immediatamente alla giustizia chi ha commesso questo delitto. Il vostro impegno è fondamentale per restituire verità e dignità alla vittima e alla comunità». E infine: «La città di Spoleto sarà vigile: non resteremo indifferenti di fronte al dolore e alla violenza. Continueremo a promuovere un tessuto sociale attento, capace di inclusione, prevenzione e solidarietà, in sintonia con chi lavora ogni giorno per la sicurezza e il bene collettivo», ha concluso.

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