di Enzo Beretta
Parla di «lottizzazione abusiva non assistita dai titoli autorizzatori urbanistico-edilizi e paesaggistico-ambientali» il pubblico ministero Manuela Comodi che ha chiuso le indagini sul campeggio di Tuoro. Contro Pietro Migliorati, perugino di 85 anni, legale rappresentante del «Camping Village Punta Navaccia Srl e Punta Navaccia Sas», viene contestata l’accusa di distruzione o deturpamento di bellezze naturali. Nelle carte della Procura vengono indicate «47 case mobili» realizzate su area di «verde pubblico» e altre 28 «su terreno con destinazione urbanistica di parco naturale». Per un totale di 75 bungalow. Vengono contestate, inoltre, «le opere di urbanizzazione e impianti» come il «sistema di smaltimento scarichi», l’«impianto elettrico», l’«adduzione di acqua potabile» e le «stradine» sul parco naturale.
Trasformazione urbanistica Dagli accertamenti del magistrato è emerso che nell’ambito del «medesimo disegno criminoso» Migliorati realizzava, «con più azioni», opere comportanti la trasformazione urbanistica ed edilizia» dei terreni» (alcuni su zone «sottoposte a vincolo paesaggistico», «inseriti in ambito di rilevante interesse naturalistico» o «ricadenti entro la fascia di 100 metri dalla riva del lago» Trasimeno). Violando, in questa maniera, «le prescrizioni degli strumenti urbanistici, vigenti o adottati, o comunque stabilite dalle leggi statali o regionali», oltre che dal «particolare aspetto paesaggistico-ambientale naturalistico protetto».
Cemento nel parco naturale Nell’avviso di conclusione indagini preliminari vengono descritte le «case mobili» realizzate su zona riservata a parco naturale o verde pubblico. Le prime, 28, «con antistante veranda in legno», sono «poggiate su basi puntuali ed interrate in cemento, con annesse opere di urbanizzazione ed impianti funzionali alle case mobili stesse»; delle altre 47, invece, «di dimensione 8×3 metri ciascuna», 43 presentano una «pavimentazione in mattonelle da esterno in graniglia e cemento», sono «appoggiate al suolo» e «delimitate da cordolo in cemento, relative opere di urbanizzazione e impianti funzionali alle case mobili stesse».
Impossibile archiviare Secondo la Procura «dalla notizia di reato comunicata e dall’attività di indagine compiuta emergono elementi che, allo stato, escludono di dare corso a richiesta di archiviazione». I fatti contestati vanno «fino al 17 settembre 2015». Certamente per Migliorati (difeso dagli avvocati Mario Rampini e Giancarlo Viti) il processo rappresenta il problema minore. A fine giugno i suoi legali erano riusciti a salvare la stagione estiva 2016 convincendo il Pm a far «utilizzare l’area sottoposta a sequestro preventivo» e i 75 bungalow abusivi per «onorare le prenotazioni ricevute». E ora? Il processo è il problema minore. Anche perché agli atti del fascicolo c’è anche un ordine di demolizione del Comune che «ordinava la demolizione dei manufatti abusivi e il ripristino dello stato dei luoghi». Il dissequestro è avvenuto in data 14 luglio 2017.
