venerdì 30 settembre 2016 - Aggiornato alle 03:30
24 giugno 2016 Ultimo aggiornamento alle 09:21

Sequestro al Camping Punta Navaccia di Tuoro: nel villaggio sono spuntate 75 casette abusive

Alcune costruite sull'area verde. Nel 2014 il Comune aveva ordinato la demolizione di 16 mini-abitazioni nella zona destinata a parco naturale: quando i vigili sono tornati erano diventate 28

Sequestro al Camping Punta Navaccia di Tuoro: nel villaggio sono spuntate 75 casette abusive
Il pubblico ministero Manuela Comodi (foto F. Troccoli)

di Daniele Bovi

Sequestro al Camping Punta Navaccia di Tuoro. Il legale rappresentante, un perugino di 85 anni, è stato indagato dal pm Manuela Comodi per lottizzazione abusiva e deturpamento di bellezze naturali. Sono 75, infatti, le casette mobili costruite in un’area demaniale ed indicate nel decreto firmato dal gip Lidia Brutti. Una parte dell’intero villaggio che rappresenta una delle strutture ricettive più importanti del Trasimeno.

Casette come funghi Ventotto di queste casette, con veranda in legno, sono state montate su un’area destinata a parco naturale. Nell’agosto 2014 il Comune aveva ordinato la demolizione di 16 opere abusive e il ripristino dello stato dei luoghi: nel sopralluogo del novembre 2015 ne sono state contate altre 12. Venerdì scorso la Procura ha chiesto e ottenuto il sequestro preventivo contro il quale ha già avanzato istanza di restituzione l’avvocato Giancarlo Viti.

Il nastro bianco e rosso In tribunale si è appreso che 47 casette grandi 8 metri per 3, molte delle quali delimitate da cordoli in cemento, erano installate su area verde privata che comunque «non prevede l’utilizzo a fini turistici o ricettivi» mentre le altre addirittura su un’area destinata a parco naturale. Nell’atto è spiegato però che le opere di urbanizzazione come fognature, scarichi, allacci elettrici o impianti per l’acqua potabile sono state realizzate in area destinata dal Prg a parco naturale. Chiaramente tanto meno queste prevedono la possibilità di realizzare «sistemi tecnologici a rete interrati», simili per caratteristiche strutturali a opere di primaria urbanizzazione.

«Corpi di reato» Le norme urbanistiche – si è appreso – prevedono la possibilità di costruire piccoli edifici, chioschi o servizi igienici dopo l’approvazione di un piano esecutivo ma nessun progetto risulta mai presentato da Punta Navaccia. Nelle carte del gip è spiegato che «la trasformazione permanente dell’assetto del territorio è data dalla radicale assenza di precarietà delle opere realizzate». Quelle case – è emerso – sono infatti lì da tempo e le opere di urbanizzazione primaria hanno modificato il territorio compromettendone la «scelta di destinazione e di uso riservata alla competenza pubblica». Secondo il giudice per le indagini preliminari le casette in quei lotti sono un «corpo di reato» e pertanto «suscettibili di confisca obbligatoria». C’è il «concreto pericolo che la libera disponibilità dell’area, dei manufatti e delle opere possa aggravare le conseguenze del reato».

La versione del camping I titolari del campeggio – è spiegato in una nota – sostengono di essere «profondamente turbati per quanto accaduto» e sottolineano «di aver sempre agito con il massimo impegno proteso al costante rispetto delle regole e secondo criteri di assoluto rigore». «Purtroppo si è verificato che a causa della complessità di talune procedure burocratiche – prosegue la nota – a cui si è sommata la lentezza degli organi chiamati a fornire precise e tempestive risposte ad istanze che invece non sono mai pervenute nel corso degli anni hanno determinato questo stato di cose. La vicenda giudiziaria seguirà il suo corso con i suoi tempi e siamo certi che l’esito finale sarà favorevole. Nel frattempo il nostro impegno ed il nostro unico pensiero sarà quello di fare tutto il possibile per evitare che la numerosissima clientela che da tempo ci onora della sua presenza non incontri disagi. Con pari impegno – concludono – ci batteremo perché il personale nostro dipendente, al quale siamo estremamente legati anche per l’elevato livello di professionalità sempre dimostrato, non subisca conseguenze negative così come le loro famiglie e l’intero comprensorio del Lago Trasimeno».

©Riproduzione riservata

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  • mariosi

    Ma il Comune.I Vigili etc..,dove erano ?

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