martedì 27 settembre 2016 - Aggiornato alle 14:05
25 giugno 2016 Ultimo aggiornamento alle 11:03

Camping Navaccia, il sindaco: «Preoccupata per ripercussioni, la magistratura faccia presto»

Patrizia Cerimonia: «Impatto su turismo non è da poco. Le 12 casette in più trovate a novembre 2015? Non sono spuntate dopo». Confcommercio chiede tempi brevi

Camping Navaccia, il sindaco: «Preoccupata per ripercussioni, la magistratura faccia presto»
Il camping

di Daniele Bovi

Il decreto di sequestro è caduto come un grosso masso nelle acque di Tuoro, creando onde che sono state viste in tutte l’area del Trasimeno, e non solo. Dal suo ufficio nel cuore del centro storico dello splendido borgo lacustre il sindaco di Tuoro Patrizia Cerimonia guarda più in basso, verso l’area del camping, e alzando lo sguardo verso l’orizzonte vede qualche nuvola. «Io – spiega a Umbria24 il primo cittadino – spero che la magistratura, nella quale ribadisco la nostra fiducia, faccia il più presto possibile, si tratta di una grossa azienda…». Le preoccupazioni di Cerimonia sono rivolte alle possibili conseguenze che una notizia di questo tipo potrebbe creare per l’economia della piccola cittadina.

Parla il sindaco «Il camping – risponde – è un’azienda nota a livello europeo da 30 anni, in grado di generare un indotto piuttosto grande per la zona, non solo per quanto riguarda i turisti ma anche relativamente alla forza lavoro». Il sindaco è convinto che «l’impatto non è da poco. La notizia – spiega – arriva nel bel mezzo dell’estate e anche se il sequestro non riguarda tutto il campeggio è chiaro che siamo ai primi di luglio, che ci saranno le prenotazioni e che si tratta di una struttura molto frequentata». Sulla volontà o meno di costituire il Comune parte civile il sindaco Cerimonia non si sbilancia («ne parleremo più avanti») assicurando però, a proposito delle 12 costruzioni in più trovate nel novembre 2015 dopo l’ordinanza di demolizione per 16 bungalow dell’agosto 2014, che «quelle 12 non sono spuntate dopo, non sono state aggiunte e non c’è niente da nascondere».

IL SEQUESTRO E LE PAROLE DEI PROPRIETARI

Confcommercio Di più, per il momento, il sindaco non dice mentre a muoversi nel frattempo è il legale dei proprietari della struttura, Giancarlo Viti, che vista la stagione turistica in pieno corso ha presentato un’istanza per ottenere la restituzione delle piccole strutture in legno sequestrate. A intervenire sul caso intanto è la Faita Umbria Confcommercio che attraverso il suo presidente, Claudio Baldoni, si dice «preoccupata per le conseguenze sul territorio e sulla stagione turistica». Baldoni e tutta l’associazione esprimono «la propria solidarietà umana alla famiglia Migliorati, da decenni impegnata con grande passione nella valorizzazione del Trasimeno». «Pur nel pieno rispetto dell’autonomia dell’operato della magistratura e senza voler assolutamente entrare nel merito della vicenda – conclude Baldoni – auspichiamo che il lunghissimo contenzioso si concluda positivamente. Il turismo all’aria aperta da questi ultimi anni registra un trend positivo».

Twitter @DanieleBovi

©Riproduzione riservata

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