inchiesta gesenu rifiuti
Forestale a Borgogiglione

di Enzo Beretta

Concorso in attività organizzate per il traffico illecito di rifiuti. È questa l’accusa contestata dalla Procura della Repubblica di Perugia alla società Splendorini Molini Ecopartner di Umbertide che opera nel settore della raccolta e del trattamento dei rifiuti, al suo legale rappresentante e ad un suo amministratore, oltre che ad un dirigente dell’Area Ambiente e Territorio, Servizio gestione e Controllo Ambientale della Provincia di Perugia (ora in pensione). 

Richiesta di rinvio a giudizio Secondo il pm che ha chiesto per loro il rinvio a giudizio, gli imputati «con più operazioni e attraverso l’allestimento di mezzi e attività continuative organizzate, ricevevano e, comunque, gestivano abusivamente ingenti quantitativi di rifiuti codice Cer 20.01.08 ‘rifiuti biodegradabili di cucine e mense’ derivanti da raccolta differenziata, grazie a provvedimenti autorizzativi illegittimi o comunque di favore rilasciati dalla Provincia di Perugia, istruiti e seguiti in particolare dal dirigente della Provincia, soggetto legato da rapporti personali di frequentazione con uno degli imputati, tanto da essere stato più controllato in compagnia di questi mentre si recavano all’estero». 

«Ingenti quantitativi di rifiuti» Stando alle accuse gli imputati «in ragione» di «provvedimenti illegittimi ricevevano e, comunque, gestivano abusivamente ingenti quantitativi di rifiuti» – tra il 2014 e il 2019 – provenienti dalla raccolta differenziata dei Comuni di Umbertide, Civita Castellana, Fabrica di Roma, Corchiano, Viterbo, Melito di Napoli, Terni, Trevignano Romano, Nepi, Canino, Bomarzo, Bassano in Teverina, Soriano nel Cimino, Castelnuovo di Porto, Fara in Sabina, Montelibretti, Rignano Flaminio, Collevecchio, Fonte Nuova, Mentana, Valfabbrica e altri Comuni gestiti dalla Sogepu Spa di Città di Castello e Vus Spa di Foligno. 

«Ingiusto profitto» Rifiuti – si legge negli atti – quantificati in 16.269 che hanno «consentito» alla società umbertidese «di conseguire l’ingiusto profitto di 1.138.832,80 euro, nonché di ulteriori 667.587,94 euro derivanti dalla commercializzazione del prodotto utilizzabile per la produzione di biogas, per un importo complessivo di 1,8 milioni di euro».

Modelli di organizzazione Alla società inquisita viene contestato anche il fatto di «non aver adottato e/o efficacemente attuato, prima della commissione del fatto, modelli di organizzazione e di gestione idonei a prevenire reati della specie di quello verificatosi. In particolare – è ancora la Procura – non venivano adottati strumenti interni di verifica e di controllo anche affidati a soggetti indipendenti, indispensabili affinché non venisse compiuta l’abusiva gestione delle ingenti quantità di rifiuti». Tra le parti civili il Comitato Salute Ambiente Calzolaro Trestina- Alto Tevere Sud rappresentato dall’avvocato Valeria Passeri.

Questo contenuto è libero e gratuito per tutti ma è stato realizzato anche grazie al contributo di chi ci ha sostenuti perché crede in una informazione accurata al servizio della nostra comunità. Se puoi fai la tua parte. Sostienici

Accettiamo pagamenti tramite carta di credito o Bonifico SEPA. Per donare inserisci l’importo, clicca il bottone Dona, scegli una modalità di pagamento e completa la procedura fornendo i dati richiesti.