La Rsu Uilm di Tk Ast prende posizione dopo Acciaio sporco, l’inchiesta della procura della Repubblica di Terni che ha portato a 17 misure di cui 8 arresti domiciliari proprio per una truffa scoperta ai danni della multinazionale di viale Brin. In particolare i rappresentanti dei lavoratori chiedono «un cambio di passo alla direzione aziendale».

Fiducia nella magistratura «In una prima parziale valutazione – si legge in una nota – vogliamo esprimere piena fiducia nella magistratura con l’auspicio che questioni di questa natura finalmente vengano completamente allo scoperto e siano evidenziate tutte le responsabilità. Sostanzialmente, ogni qualvolta ciò avviene, si dimostra che non era giusto far pagare così tanto all’azienda nella sua interezza e soprattutto non era giusto far pagare per colpa di alcuni un così caro prezzo ai tanti lavoratori onesti che ci sono. Restano comunque problemi dirimenti, le oggettive mancanze aziendali in termini di controllo e procedurali che ci sono e che rischiano di persistere».

Il personale Poi il sindacato punta l’attenzione sul personale. «Risulta imbarazzante, rispetto a quanto si sta determinando, la decisione da parte della direzione del personale di procedere alla sostituzione dei classificatori, senza una linea ben definita e ben rappresentata e di conseguenza viene da domandarsi: in base a quale criterio sono stati scelti i nuovi? E tanto per essere chiari, su quali garanzie sono passati? A tal proposito riteniamo che tutti i lavoratori debbano sapere. Tali nostre affermazioni avvengono anche in virtù del fatto che allora fu proprio l’ufficio del personale a garantirci la totale affidabilità delle persone scelte e questo è chiaramente oggetto di valutazione e riflessione».

Il cambio di passo Proprio in virtù di queste considerazioni la Rsu chiede un cambio di passo su questo fronte. «Molto bene quindi l’operato della magistratura ma dal nostro punto di vista occorrono sostanziali cambi di passo da parte della direzione aziendale e più precisamente degli uomini e delle strutture su cui ha maggiormente investito. A tal proposito auspichiamo che abbiano a disposizione tutti gli strumenti necessari per rappresentare ed esercitare completamente i ruoli assegnati. Riteniamo infine corretto sottolineare e ribadire che se all’interno di Ast tutto funzionasse come dovrebbe le entità economiche di cui si parla potevano certamente essere oggetto anche di un confronto doveroso e pertinente tra le parti, per valorizzare l’impegno che coerentemente ed onestamente i lavoratori dimostrano e al fine di ridistribuire meritate parti salariali».

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