di Massimo Colonna
Sarebbero 18 gli indagati dalla procura della Repubblica di Terni per un nuovo filone di inchiesta che punta a smascherare una presunta truffa ai danni della Tk Ast. E così dopo le diverse indagini portate avanti dagli inquirenti, denominate ‘Acciaio sporco’ e ‘Acciaio d’oro’, ecco che spunta un altro ramo di inchiesta ancora con al centro dell’attenzione la movimentazione di materiali verso il sito produttivo di viale Brin.
Acciaio d’oro, banda in azione: video
Acciaio d’oro: gallery
Posizioni diverse A coordinare l’indagine è il pubblico ministero Elisabetta Massini che, da quanto trapela, avrebbe iscritto nel registro degli indagati 18 nomi. Tra questi ci sarebbero posizioni differenti, alcune più ‘pesanti’ e altre meno: a tal punto che qualcuno degli indagati potrebbe vedere archiviata la propria posizione al momento degli avvisi di chiusura delle indagini, che successivamente saranno firmati dal sostituto procuratore. Tra gli iscritti nel registro alcuni sarebbero già stati coinvolti nelle precedenti operazioni che riguardano le truffe ai danni di Ast.
La ricostruzione L’ipotesi su cui si stanno muovendo gli inquirenti è quella secondo cui gli indagati avrebbero messo su un’associazione a delinquere finalizzata alla truffa. In particolare nel mirino degli investigatori sarebbero finite delle partite di materiale pagato da Ast e mai arrivate all’interno dei magazzini di viale Brin. Il tutto con la compiacenza di diverse figure.
@tulhaidetto
