di Massimo Colonna

Scritte con lo spray sul basamento di un tempio sacro edificato probabilmente nel sesto secolo avanti Cristo. E’ quanto hanno scoperto un gruppo di escursionisti che sabato hanno fatto visita alle rovine di Sant’Erasmo, come fanno spesso. «Ci siamo accorti subito che qualcosa non andava. E quando abbiamo guardato meglio abbiamo capito cos’era». Alcuni vandali hanno preso di mira il basamento di un antichissimo tempio che gli storici fanno risalire al sesto secolo avanti Cristo.

Scempio con lo spray «Siamo una ventina di amici – spiega Lorenza Moroni, ternana e appassionata di montagna – che si ritrova qui a Sant’Erasmo da anni. Molte volte abbiamo visto rifiuti abbandonati in strada, cartacce, siringhe e altro. Ma uno scempio del genere non si era mai visto. Siamo indignati. Anche perché nessuno qui controlla».

Indignazione totale «Vedere un’area storica, per di più un tempo sacra – prosegue Lorenza – profanata in questo modo da venire i brividi. Non mi fanno arrabbiare tanto quei poveri mentecatti che l’hanno ridotta in questo stato. Loro mi fanno pena. Mi indigno, invece, con gli incompetenti che da più di 20 anni parlano della valorizzazione della montagna ternana e sono stati capaci solo a buttar via i soldi nell’asfaltare strade inutili».

Quel progetto montagna Anni fa, al tempo delle nove circoscrizioni comunali, la quarta Colleluna aveva varato un progetto per valorizzare proprio tutti i percorsi e i territori della montagna di Cesi e dintorni. Si chiamava ‘Montagna di Cesi’, era il 2005. Un programma che però evidentemente non ha portato i frutti sperati. «Ricordo quel piano di lavoro – spiega Lorenza – anche perché io vivo a San Gemini e da sempre seguo cultura e ambiente di questa zona. Però quel piano non ha portato nessuna miglioria, tanto che oggi a Sant’Erasmo non è rimasto nulla: nessuno controlla, non ci sono recinzioni. Addirittura una parte degli scavi di Torre Maggiore è coperta semplicemente da una rete, così che tutti ci camminano sopra. E poi non c’è un’indicazione: nessuno sa cos’è quello che si trova davanti».

Scandalo social «Non ho parole». E’ la frase che ricorre di più tra i tanti che hanno commentato e condiviso il post di Lorenza su Facebook. «Servirebbe chiudere la strada e inserire un servizio navetta», propone qualcuno. «Ci vorrebbe una bella multa, così con i soldi ci ripuliscono tutto lo scempio che hanno fatto». «Lo avessero fatto in Inghilterra o al nord, sarebbero già stati presi e puniti».

Twitter @tulhaidetto

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