di Mas. Col.
I due filoni del procedimento aperti nei confronti di 13 persone, a vario titolo assessori, apicali e funzionari della giunta di Feliciano Polli in Provincia tra il 2007 e il 2009, tornano in un unico faldone. A deciderlo è stato il collegio dei giudici nell’udienza andata in scena nella stanza 117 del tribunale di Terni martedì mattina.
Un unico faldone Il procedimento dunque torna ad essere considerato unico: mentre in un primo momento 8 degli indagati avevano chiesto ed ottenuto il giudizio immediato, ossia l’ex presidente della Provincia Feliciano Polli, gli ex assessori Filippo Beco, Fabrizio Bellini, Stefano Mocio, Stefania Cherubini, Fabio Paparelli, Vittorio Piacenti D’Ubaldi e il segretario generale Antonio De Guglielmo, altri 5 erano stati rinviati a giudizio dal gup, ossia gli ex assessori Marcello Bigerna e Domenico Rosati e i tre funzionari Gioia Rinaldi, Sandro Pascarelli e Giovanni Vaccari Vitale. Le accuse, a vario titolo, riguardano i reati di falso, abuso d’ufficio, mobbing (inteso lesioni aggravate) e diffamazione.
Provincia parte offesa? Nel corso del’udienza il collegio ha stabilito inoltre che il decreto di citazione a giudizio dovrà essere notificato anche all’ente Provincia. Un passaggio formale che concederebbe all’istituto la possibilità di costituirsi parte civile nel procedimento.
Via ai testi Al termine dell’udienza il collegio ha fissato al 19 gennaio la prossima udienza, in cui saranno ascoltati cinque testi presentati dall’accusa, sostenuta dal pubblico ministero Elisabetta Massini. Le indagini sul caso erano partite nel 2009 su input dello stesso pm e con il lavoro della guardia di finanza. Secondo le ricostruzioni della procura i reati di falso e abuso d’ufficio riguarderebbero alcuni passaggi relativi alle verticalizzazioni del personale tra il 2007 e il 2009, una assunzione a tempo indeterminato di un ingegnere, la stabilizzazione di una ventina di precari e alcuni incarichi di direzione. Per l’altra parte le indagini ipotizzano problemi di salute di alcuni funzionari in seguito ad alcuni episodi riconducibili al mobbing.
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